La vita di un pittore che si ritira per mesi in una baita a 1.700 metri d'altitudine, per vivere e dipingere.
Oggi ci troviamo in Valmalenco: tra boschi, montagne, torrenti e prati fioriti sorge la baita di Nicola.
Nicola Magrin è un pittore italiano; alcune sue opere potrebbero esservi già passate tra le mani sotto forma di copertine di libri come *Le otto montagne* di Paolo Cognetti, *Se questo è un uomo* di Primo Levi o *Un indovino mi disse* di Tiziano Terzani.
Nicola trascorre gran parte dell'anno nel suo studio a Monza, ma ogni anno, per diversi mesi, sente il bisogno di ritirarsi nella solitudine della baita, scegliendo una vita semplice, una vita di montagna. Spaccare la legna, falciare l'erba, cucinare, prendersi cura della casa, condividere gli spazi con i caprioli, camminare. Lassù, Nicola fa il pieno di ispirazione e bellezza, trasformandole in arte sotto forma di acquerelli: macchie di colore acquoso che raccontano mondi interiori. Scopriremo il suo mondo creativo e la sua storia personale: il percorso di un bambino e poi di un ragazzo, affascinato dagli anziani abitanti della montagna, che ha scelto di seguirne l'esempio con ammirazione e rispetto.
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