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Domenica Secchi, 'gli stranieri' e le Officine Reggiane

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Video a cura di Giandomenico Curi e Luca Pollio

Nel corso dei decenni la fabbrica delle Officine di Reggio Emilia (dette anche Reggiane) ha attraversato varie fasi di successo e di crisi. Le due guerre mondiali hanno visto la sua massima espansione grazie alle commesse militari. Pur essendo nate per produrre treni, sono diventate un’azienda all’avanguardia anche nella produzione aeronautica. Sono state bombardate, sono state protagoniste della più lunga occupazione operaia della storia italiana, hanno conosciuto scioperi, rivolte, e una strage per mano di un fascismo ormai in via di estinzione. Poi la rinascita nel dopoguerra e ancora alti e bassi fino all’inizio degli anni 2000, quando, dopo la definitiva dismissione e un lungo abbandono, comincia a prendere corpo il progetto "Reggiane Parco Innovazione". Cioè un'imponente opera di rigenerazione urbana finalizzata a riconvertire le ex Officine in un polo tecnologico e di ricerca. Un progetto che ha dato i primi eccellenti risultati a partire dal 2018 (prime aziende hi-tech, università e laboratori, ecc.), ma che è tuttora in fase di definitiva attuazione.

3 commenti


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25 Agosto 2026
23:12

Un tema decisamente interessante, complesso e attuale, quello della deindustrializzazione. Un tema che riguarda l'intero mondo occidentale, e di cui si parla molto, soprattutto dopo le ricerche e gli studi messi in campo tra Stati Uniti e Inghilterra. Ricerche che si concentrano sempre più sulle conseguenze della chiusura delle fabbriche nelle comunità industriali, nonché dei suoi effetti sul tessuto sociale e le sue trasformazioni. Naturalmente la prospettiva dei lavoratori è fondamentale per comprendere questi sconvolgimenti: con la loro caduta (la loro fine), un intero mondo viene inghiottito, dando origine a nuove fratture sociali, nuove spaccature politiche, perfino a una sorta di nuova prospettiva su un'Italia industriale la cui fine è stata spesso proclamata (da reazionari e fanatici dell'Intelligenza Artificiale) e persino celebrata da alcuni come la fine di una categoria di lavoratori percepita come arcaica e privilegiata. Anch'io voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato a mettere insieme le diverse puntate del ciclo. Un grazie particolare a Luca Pollio, giovane apprendista montatore che, con grande passione e disponibilità, ha dato un contributo importante alla realizzazione di varie puntate. (Giandomenico)

Giandomenico Curi

24 Agosto 2026
18:09

Bel film che conclude la serie sulla deindustrializzazione in Italia. È stato interessante vedere le varie trasformazioni, alcune positive altre no. Non so se è un caso ma le trasformazioni positive avvengono al nord . Mentre Bagnoli ci mostra la corruzione sportiva (Coppa America) sotterrando i terreni inquinati, in Sardegna semplicemente lasciando dietro di se un abbandono velenoso, Torino trasforma le rovine industriali in un parco pubblico, Sesto San Giovanni ricostruisce un quartiere avveniristico, a Reggio Emilia arriva improvvisamente il futuro e le rovine diventano il "Reggiane Parco Innovazione". Il film di Giandomenico e Luca non si limita alle innovazioni tecnologiche del nuovo parco ma con il ricordo storico e commovente di Domenica Secchi uccisa dal fascismo assieme al figlio che stava per nascere ed altri otto operai per aver scioperato contro la guerra ci mostra il prezzo pagato dai lavoratori italiani perché questo mutamento possa avvenire. Questa serie di Opponiamoci non é solo la storia della deindustrializzazione ma la storia del Movimento Operaio in Italia. Molto belle le interviste finali con immigrati di vari paesi.

Paolo

24 Agosto 2026
16:20

grazie Giandomenico, incredibile che durante la guerra ci fosse uno sciopero, per giunta in una fabbrica che produceva armi. In più con slogan in cui invocavano la pace!!! Tutto molto vicino ai nostri tempi, troppo vicino!!! Pensando all'esplosione di qualche giorno fa ad Anagni, dove si fabbricano bombe per le guerre in atto nel pianeta!!! Bene Curi a ricordarcelo. E speriamo che il polo tecnologico-filosofico continui a crescere. E speriamo non cancellino tutte le Stree Art, riempendolo solo di video wall e con questo filmato concludiamo la nostra rassegna su la deindustrializzazione, Il collettivo di filmaker Opponiamoci ringrazia tutti quegli autori, registi, filmakers, etc che hanno contribuito a tutto cio'

Tom