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La loggia del silenzio - Manlio Milani, memoria di una strage

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un film di
Tommaso D'Elia
Simone Pallicca
Daniela Preziosi
Elena Caronia

Perché sono sopravvissuto? Avrei preferito in quel momento, essere anch'io con loro, per essere insieme a loro, ma anche per non dovermi interrogare sul senso della perdita. Il caso è importante. Sembra dire “guarda che ci deve essere sempre qualcosa che sopravvive, per raccontare e testimoniare che quel fatto non può essere cancellato dalla storia. È la voce di Manlio Milani, marito di Livia Bottardi Milani, una degli otto assassinati. Oggi è il presidente della Casa della Memoria di Brescia. Un instancabile ricercatore di verità e memoria. Racconta la strage di Brescia, il 28 maggio 1974, dalla voce di alcuni testimoni, quelli che c’erano e quelli che poi ci sono sempre stati. Oltre cinquant’anni di processi hanno portato alla condanna dei mandanti. Vanno avanti i dibattimenti sui presunti esecutori. Il silenzio e i depistaggi, per mezzo secolo, sono serviti a scaricare la verità del suo potenziale deflagrante. Fu una bomba contro una manifestazione antifascista, che rivelò gli obiettivi della stagione del tritolo. La ricostruiscono, fra memoria e presente, il giornalista Gianluca Barca, all’epoca un ragazzo del movimento, la scrittrice e storica Benedetta Tobagi, lo storico Davide Conti, la direttrice dell'Archivio Flamigni Ilaria Moroni, e naturalmente Manlio Milani. Una storia con cui ancora oggi la destra italiana non vuole fare i conti. Conti con la storia, la sua storia.

15 commenti


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21 Aprile 2026
10:50

Un film esemplare. Una maniera di fare cinema che, partendo da contributi e interviste di particolare rilevanza, riesce perfettamente a collegare la data e il tempo dell' attentato all' oggi, alle deviazioni dei servizi segreti, alle loro collusioni ( di allora ) con i quadri della Nato per fermare il processo di modifica del quadro politico e istituzionale di quegli anni. Ma è anche di più che una seria e attenta ricostruzione dei fatti perché contribuisce al discorso sul rapporto tra rmemoria e storia, quanto mai attuale ed importante. Un film da portare a che nella scuole.

Gianfranco Torri

20 Aprile 2026
20:25

Ottimo film. Bravi tutti. C'è passione, attenzione, denuncia. Soprattutto la denuncia dell'eversione nera e fascista sulla quale il film insiste in modo particolare, anche nei dettagli, nei nomi dei complici. Mi ha fatto venire in mente il famoso testo di Pasolini: «Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti...». Una lezione da non dimenticare: quella di Paolini, quella dei compagni di Brescia, quella del film appena visto. Grazie. Grazie davvero a tutti. (Gdomenico Curi)

Giandomenico Curi

18 Aprile 2026
19:34

Molto bello e intenso, come tutti i (capo)lavori di Tommaso D'elia. Mi ha colpito la riflessione sulla differenza tra ricordo e memoria, tra il subire il dolore e la rabbia passivamente e il trasformare tutto questo in un impegno. La ricerca della verità, la lotta perché sia fatta giustizia, la memoria storica per non dimenticare... I protagonisti sono riusciti a dare un senso a tali barbarie ed anche alla loro vita. Bravi.

Filippo Giunta

18 Aprile 2026
19:26

per non dimenticare mai

Alessandra Masserotti

18 Aprile 2026
20:10

Un film potente narrante a più voci al punto più lucido di ricostruzione, mai fatta prima, di ciò e di perché è successo! Persone Materiali e scelte magistrali Grazie Bravissimi Gaia

Gaia