«Io della mia vita voglio ricordare tutto, anche quella terribile esperienza che si chiama Auschwitz. Per questo sono tornata: per raccontare». Un film su Settimia Spizzichino non può che partire da questo impegno preciso a testimoniare che ha guidato la sua vita da quando è ritornata dai campi di sterminio fino alla sua morte avvenuta nel luglio del 2000. Una storia che era cominciata il 16 ottobre del 1943 (80 anni fa) con il rastrellamento nel ghetto di Romana. Delle 1022 persone deportate nel lager nazista ne torneranno solo 16: 15 uomini e una sola donna. Quella donna era Settimia Spizzichino, ebrea romana.