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23 Aprile
E il 25 aprile è un grido e un canto,
liberazione e festa.
Non è celebrazione del sangue
ma del sacrificio,
del rendere sacro ciò che è umano,
questa sete ostinata di libertà.
È come il respiro:
entra nelle case, attraversa le piazze,
si fa voce nei silenzi troppo lunghi.
Piange di gioia il 25 aprile,
tra strade che danzano
e colori cuciti a bandiera.
È pietra fondante,
memoria che non si lascia consumare,
radice viva sotto i passi distratti.Porta inciso nomi e volti,
storie interrotte e promesse consegnate,
vite offerte come acqua e concime alla terra.
E ogni anno ritorna a calendario,
e non per contare i giorni e gli anni,
ma per dire del "bel fiore" a "tutti quelli che passeranno"
e chiederci, con dolce fermezza:
quale voce diamo oggi
a quel respiro ricevuto in canto?