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23 Gennaio
Provo solo a immaginare i sentimenti e i pensieri, i sensi di colpa e le domande senza risposta di due genitori il cui figlio adolescente si è tolto la vita. In questo tempo difficile c'è chi all'improvviso si sente straniero nella vita, avverte il mondo come inospitale e ostile oppure si persuade irreversibilmente che è meglio andarsene via, abbandonare il sentiero. Per qualcuno è semplicemente irresilienza, un'incapacità ad affrontare le difficoltà più intime o un'impreparazione assoluta a risolvere i conflitti. Per altri invece, i giovani d'oggi non sono educati alla sconfitta. infine non manca chi sostiene che si tratta di un estremo gioco d'azzardo con la vita. Resta il fatto che il numero dei giovani che decidono di suicidarsi aumenta. È un fenomeno che non può e non deve restare blindato nel dolore delle mura domestiche ma deve piuttosto interpellarci come comunità. Se si tratta di una sconfitta dobbiamo avvertirla un po' anche nostra. Bisognerà mettere in discussione i modelli educativi e la trasmissione dei valori, ma soprattutto la capacità di ascolto da parte nostra verso i giovani che parlano linguaggi e immaginari che a noi troppo spesso sono sconosciuti. Insomma qualcosa bisognerà fare.