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15 Gennaio
La parola e il silenzio sono tutt'altro che nemici giurati. Sono alleati di ferro. Il vero nemico della parola è piuttosto la chiacchiera. L'ha detto - a parole sue - Papa Leone ieri all'Udienza generale: "È importante cogliere la differenza tra la parola e la chiacchiera: quest'ultima si ferma alla superficie e non realizza una comunione fra le persone, mentre nelle relazioni autentiche, la parola non serve solo a scambiarsi informazioni e notizie, ma a rivelare chi siamo". Le parole, pertanto, sono ponti tra le vite e si mettono al servizio dello svelamento dell'esistenza dell'uno all'altro. La parola rompe la scorza dentro la quale spesso rinchiudiamo emozioni, sentimenti, verità e le lasciamo scorrere verso l'altro. Per chiedere soccorso, per creare complicità autentiche, per rafforzare l'amicizia, l'affetto, il bene. Si dice che le parole sono pietre. In questo caso lo sono per davvero ma non sono quelle da scagliare contro o per erigere muri, ma piuttosto quelle da usare come pilastri e mattoni per costruire qualcosa di bello. Insieme. In sintesi la parola è un dono che, a differenza della chiacchiera, genera vita e diventa comunione, futuro, persino preghiera. E diventa seme quando sa fermarsi per lasciare terra al silenzio dell'ascolto.