inviaci le tue opinioni, riflessioni, segnalazioni
19 Novembre
Pistole, fucili d'assalto, mitragliatori, armi leggere e di piccolo calibro uccidono ogni giorno più delle bombe e sono oltre un miliardo questi strumenti di morte e di violenza che circolano liberamente nel mondo, secondo l'Onu. Materia prima di un disordine globale, prolungano le guerre, alimentano il crimine organizzato e corrodono le fragili istituzioni dall'interno. Nel 2024 le stime dell'Onu rilevano che le armi leggere e di piccolo calibro sono state responsabili di quasi un terzo delle morti civili nei conflitti e sono state usate nell'88% dei casi di violenza sessuale legata alla guerra. Secondo il rappresentante dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari del disarmo, Adedeji Ebo, «la loro proliferazione è sia un sintomo che un motore delle molteplici crisi di sicurezza che il nostro mondo sta attraversando». E dietro a questo arsenale, che aumenta di giorno in giorno, c'è un mondo economico che ne trae profitto e sta corrompendo le zone di conflitto. Nel 2023, le 100 maggiori aziende produttrici di armi hanno incassato 632 miliardi di dollari, mentre la spesa militare globale ha raggiunto i 2,7 trilioni di dollari, con un aumento del 37% dal 2015. Allo stesso tempo, le violazioni dell'embargo continuano ad alimentare focolai di guerra, dalla Libia allo Yemen ad Haiti. (Annalisa Antonucci, L'Osservatore Romano, 18 novembre 2025)