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13 Novembre
C'è una disposizione del governo nella quale sono previsti incentivi e una corsia preferenziale ai partecipanti a gare di appalto per la fornitura di strumenti informatici acquistati in Israele. Chi indica che gli strumenti verranno acquistati in Israele riceve ben otto punti in più. Ben inteso il paese mediorientale è ben mimetizzato dopo quelli della Nato e dell'Unione europea, in una piccola lista di Paesi affidabili. Si tratta delle linee guida dell'Agenzia nazionale della Cybersicurezza in cui si fa riferimento al DPCM del 30 aprile 2025. A lasciare allibiti è l'elenco degli strumenti di cui si tratta e la finalità di rafforzamento della sicurezza nazionale. Si parla di beni informatici come antivirus, microprocessori, telecamere di videosorveglianza, sistemi anti-hackeraggio e software per il controllo di droni. La disposizione lascia allibiti non solo perché arriva come se il caso Paragon non fosse mai avvenuto, ma anche perché si continua a favorire una nazione che sta compiendo un genocidio nella Striscia di Gaza. Alla faccia delle numerose organizzazioni che da tempo boicottano i prodotti israeliani, il governo addirittura incentiva gli acquisti in quel Paese. È segno che il nodo che unisce l'Italia a Israele è quanto mai solido e inestricabile al punto da poter pensare di consegnargli le informazioni più delicate e riservate in grado di garantire o compromettere la sicurezza nazionale.