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Categoria: Rototom Sunsplash Edizione 2006

Totale: 149

Groundation - Rototom Sunsplash 2006

Provenienti da San Francisco i Groundation sono la vera e propria sorpresa della scena roots statunitense degli ultimi anni. Il loro suono lento e meditativo si rifa' ai classici del roots reggae ma le svariate provenienze dei membri danno comunque al loro sofisticato sound qualcosa di inconfondibile. Groundation devono molto ai pionieri del roots reggae del dub ma anche all'attitudine alla sperimentazione del jazz degli anni '60 e '70. La band si è formata nel 1998 da un primo nucleo comprendente Marcus Urani, Ryan Newman e Harrison Stafford a cui si sono piu' tardi uniti il trimbettista jazz David Chachere ed il trombonista Kelsey Howard. Sempre dalla scena jazz della California del sud è arrivato il sax di Jason Robinson mentre Paul Spina ha rimpiazzato James Stafford nel dicembre 2001. Il loro debutto discografico avviene con 'Young tree', disponibile ora in versione CD rimasterizzata. Nel 2001 esce il loro secondo CD 'Each one teach one' a cui collaborano Ras Michael alle percussioni ed alle voci Marcia Higgs, moglie del compianto Je Higgs. Sono però i loro due successivi CDs a dare notorietà a questa band anche in europa: 'Hebron gate' del 2002 li vede affiancati da miti del roots come Don Carlos ed i Congos, mentre per il bellissimo 'We free again' del 2004 sono raggiunti in studio dall'ex Israel Vibration Apple Gabriel. In programma al Rototom Sunsplash 2005 dimostrano al pubblico italiano di essere una grande band in un concerto la cui unica pecca è la pioggia battente. In questo inizio 2006 è uscito 'Dub wars' un CD con le dub versions dei brani migliori di 'Hebron gate' e 'We free again' e Groundation sono stati riconfermati per acclamazione al Sunsplash. Speriamo che il loro concerto del 2006 si svolga in condizioni ottimali.
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Apache Indian - Rototom Sunsplash 2006

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Saluti finali dell'organizzazione Rototom Sunsplash 2006

Saluti finali dell'organizzazione Rototom Sunsplash 2006
Filippo Giunta, presidente dell'associazione Rototom Sunsplash, saluta dal palco principale tutto il pubblico del Rototom Sunsplash 2006 per ringraziare tutta l'organizzazione e il pubblico della manifestazione.
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Iwayne - Rotototom Sunsplash 2006

La scena giamaicana sta attraversando in questo periodo un notevole cambio generazionale e c'è una notevole attenzione alle giovani voci che possono decidere il futuro prossimo del reggae. Anche il Rototom Sunsplash ha un occhio di riguardo per i nuovi artisti: nel programma dello scorso anno abbiamo potuto apprezzare personaggi come Fantan Mojah, Perfect e Natty King. Nel 2004 è balzata all'attenzione di tutti una canzone intitolata 'Can't satisfy her': il suo giovane interprete, I Wayne, raccontava la storia di una ragazza giamaicana del ghetto che distruggeva la sua vita, nell'ossessione di falsi bisogni come la vita di lusso, bei vestiti e la ribalta nell'alta società. La grande vitalità e schiettezza di I Wayne nel raccontare una storia triste come questa ha ricordato a molti lo stile e l'attitudine di un grande come Garnett Silk. Nello stesso anno questo giovane vocalist dimostrava a tutti di non essere un 'one hit wonder', colpendo durissimo nel segno con due importanti hits come 'Lava ground' e 'Living in love' . Nell'agosto dello scorso anno è arrivato per I Wayne anche il debutto su lunga durata con il CD 'Lava ground' : oltre alle big tunes che abbiamo già menzionato, il disco contiene altri grandi brani e mette in evidenza, soprattutto a livello di liriche, una vena roots contraddistinta da grande forza spirituale e sincerità. I Wayne arriva a Osoppo come caposquadra di uno showcase in cui è affiancato da giovani, ma meno conosciuti, cantanti della sua scuderia come Fire Star, Harmony (questi due presenti anche nel CD 'Lava ground' ) e I-Will.
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Soothsayers - Rotototom Sunsplash 2006

Con il collettivo inglese Soothsayers ci discostiamo per un po' dal suono giamaicano e ci dedichiamo ad un altro versante delle radici musicali africane, e cioè quello dell' afro-beat, il miscuglio di tradizione, jazz, funk e soul popolarizzato da personaggi come Fela Kuti e Manu Dibango e portato in giro per il mondo dagli anni settanta da innumerevoli bands. Nel caso dei Soothsayers, il reggae è una delle influenze principali: oltre ad essersi occupati appunto di reggae, come turnisti di lusso della scena inglese nelle bands di personaggi come Junior Delgado e Rico Rodriguez, il sassofonista Idris Rahman ed il trombettista Robin hanno riunito vari musicisti in questo vitale progetto che ha visto quest'anno la pubblicazione del secondo CD ' Tangled roots', in cui le parti vocali sono affidate a vari cantanti di svariate provenienze. Il termine Soothsayers definisce gli stregoni che sono in grado di predire il futuro e questa definizione, presente nella home page del sito della band, è un chiaro riferimento alla solida radice africana della loro musica. Nella stessa home page la band si definisce anche come un insieme di musicisti che suona una miscela di nu afro beat e dub. Il tipico suono afro-funk retto dalle continue chiamate e risposte della sezione fiati, reso popolare dal leggendario sassofonista nigeriano, è infatti impreziosito nel nuovo 'Tangled roots' da echi jazz e da richiami alla tradizione del dub giamaicano classico di personaggi come Lee Perry, Augustus Pablo o King Tubby.
Entriamo nel dettaglio di questo CD: la funkeggiante 'Do you want to know' in apertura ci porta subito sulle coordinate sonore di Fela Kuti anche grazie alla voce del cantante nigeriano di AfroCelt Sound System Adesose Wallace. Un potente groove di sax introduce poi 'Freedom': la voce di Keziah Jones è perfettamente a suo agio sull'andamento funk di uno dei brani meglio riusciti di 'Tangled roots'. Il ritmo si attenua e le influenze dub si fanno più marcate in 'We must return' e soprattutto in 'Never give up', in cui Rikki Ranking di Roots Manuva dà vita ad una superba performance vocale. Il cuore di 'Tangled roots' è più meditativo e rarefatto: Maxi Jazz dei Faithless si unisce alla voce ai Soothsayers in una riuscitissima cover di 'Instant hit' degli Osibisa, mentre nelle successive 'In the beginning' e 'Blinded souls', la band inglese torna con grande eleganza sulla lunghezza d'onda di Fela Kuti. Nella conclusione la giovane cantante afro-soul Netasayi incanta in 'Love and money' ed il party si scatena di nuovo con il remix dei 419ers di 'Follow your path', uno dei brani migliori del precedente CD. Dopo il magnifico concerto delle Zap Mama dello scorso anno, siamo sicuri che i Soothsayers stimoleranno positivamente la curiosità musicale del popolo del Rototom Sunsplash.
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Gladiators - Rotototom Sunsplash 2006

Dopo cinque anni di assenza la massive del Rototom Sunsplash saluta il ritorno di un gruppo leggendario come i Gladiators. L'origine di questo gruppo risale al 1965 quando Albert Griffiths, Clinton Fearon e David Webber decisero di unire le loro voci e di iniziare a frequentare le audizioni di giovani talenti dei migliori produttori di musica in Giamaica, come Treasure Isle e Studio One. Proprio alla mitica etichetta di Coxsone Dodd ottengono grande successo nel 1968 con 'Hallo Carol'. Il corpus di canzoni registrate a Studio One in quegli anni è notevole e comprende gemme come 'Bongo Red', 'Roots natty roots', 'Jah Jah go before us' e 'Tribulation'. Nei primissimi anni settanta i Gladiators sono il gruppo roots reggae dell'etichetta di Brentford Road insieme a Burning Spear: in questo periodo David Webber viene rimpiazzato da Dallimore Sutherland. Il loro album Studio One uscirà con notevole ritardo solamente nel 1978 quando il gruppo ha già una consistente notorietà internazionale, grazie ad una serie di grandi albums prodotti da Prince Tony Robinson e distribuiti in tutto il mondo dalla etichetta Virgin Frontline. Tra questi 'Trenchtown mix-up', 'Sweet so till' e 'Proverbial reggae' non possono mancare nella collezione di qualsiasi appassionato di roots reggae dagli anni settanta. Al cambio di stile in Giamaica, conseguente l'avvento del 'dancehall style', i Gladiators continuano a rivolgersi agli appassionati di roots continuando a registrare in Giamaica una lunga serie di albums, spesso distribuiti attraverso etichette statunitensi ed europee. Il loro album più recente intitolato 'Once upon a time in Jamaica' risale al 2002. L'attuale show dei Gladiators comunque riproduce magicamente le atmosfere della musica prodotta in Giamaica durante gli anni settanta.
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Giuliano Palma and the Bluebeaters - Rotototom Sunsplash 2006

Dopo l'uscita dell'ultimo bellissimo CD 'Long playing' le già alte quotazioni di Giuliano Palma e dei suoi fidi Bluebeaters si sono ulteriormente alzate con anche ottimi riscontri nelle classifiche di vendita. Sono sostanzialmente due le peculiarità di questo notevole combo, e cioè l'essere composto da personaggi abbastanza noti e provenienti da altri gruppi (la prima idea del gruppo era quella di divertimento 'dopolavoristico' finché poi il progetto non ha preso il volo) mentre l'altra peculiarità è quella di non suonare brani propri, ma di arrivare al 'cuore' dell'original ska o rocksteady con delle spendide covers di classici del genere, oppure giocando con il vezzo tutto giamaicano di riproporre in versione ska, con ottimi risultati, brani assolutamente estranei (ed in qualche caso quasi 'stridenti') alla tradizione della 'old time music' dell'isola caraibica. I tanti anni di esperienza dei suoi componenti ed il grande affiatamento, danno ai Bluebeaters una marcia in più: non sono molte le bands in circolazione in europa ad avere un 'groove' così fresco e compatto quando si tratta di suonare lo ska e il rocksteady. Dopo cinque anni di attività, nel 1999 hanno debuttato su disco con il pregevole 'The album', ristampato l'anno seguente con l'aggiunta di 'Domani' e 'Che cosa c'è', due classici della canzone italiana eseguiti insieme al loro autore Gino Paoli. Il favoloso tour del 2000 è stato immortalato dall'official bootleg 'Wonderful live' in cui sono presenti 'nuovi' brani. Il silenzio discografico a questo punto dura quattro anni e poi il vero e proprio boom del 2005 di 'Long playing': in questo disco i Paragons e Delroy Wilson vanno a braccetto con i Pretenders e Paolo Conte mentre i Bluebeaters 'in tiro' vanno in giro per locali con gli 'angeli di Charlie'. Niente paura: li ritroveremo tutti sul palco del Sunsplash 2006.
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Winston Francis and Cookomackastick - Rotototom Sunsplash 2006

Winston Francis è nato nel 1948 a Kingston, dove ha vissuto sino all'età di 16 anni, prima di trasferirsi a Miami. In questa città ha frequentato una scuola di musica ed è qui che, grazie al suo maestro, l' impresario, scrittore e musicista Chuck Bird, viene avvicinato allo stile di Nat 'King' Cole. Francis incomincia la sua carriera da giovanissimo, suonando dal vivo con Carlos Malcom, insieme a Derrick Harriott e Boris Gardiner e facendo con loro un lungo tour negli USA e i Caraibi. La sua carriera in studio di registrazione incomincia al mitico Studio One dove dà la sua voce a varie hits del tardo rocksteady, compresa una versione del pezzo di Joe South 'Games People Play' e l'accattivante 'Reggae And Cry'. Insieme ad Alton Ellis canta 'What Does It Take' di Junior Walker. Nel frattempo registra anche con il produttore Joe Gibbs facendo parte dei Mellowtones, conosciuti per la loro hit 'Feel Good'.
Tra il 1968 e il 1970 Studio One pubblica i suoi due albums 'Mr. Fix it' e 'California dreaming'. Nel 1971 Winston va in Gran Bretagna per promuovere la sua versione del pezzo dei Mamas & Papas 'California Dreaming', brano che viene scelto come disco della settimana per due settimane di fila nella radio nazionale.
I Cookoomackastick, band ferrarese di 13 elementi, sono nati con l'intento di suonare cover versions di brani classici dei gloriosi tempi dello ska e del rocksteady.
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Seyni & Yeliba - Rotototom Sunsplash 2006

Seyni è un cantante discendente dai griots (i cantastorie africani che hanno l'importante funzione di tramandatori orali di storie) proveniente dalla Guinea e che in Costa D' Avorio ha mescolato la tradizione locale e il suono del balafon al reggae, sulle orme di grandi musicisti come Alpha Blondy e Tiken Jah Fakoly. Negli ultimi tempi si è trasferito in Francia e, dopo aver lavorato per anni con la band Rootsaba, da qualche anno si fa accompagnare dall'ensemble dei Yeliba. Il suo trasferimento ad Abidjian avviene a 17 anni: Seyni si unisce al gruppo Koteba D' Abidijan e diviene il loro maggior compositore. Dopo varie esperienze tra cui l'album 'Mousso Ko' e la composizione della colonna sonora del film 'La vie platinèe' di Claude Cadiou, fonda nel 1989 il suo proprio gruppo Black Danse Music. In Francia, nel 1993, pubblicherà il suo primo album solista 'Allah niki' e nel corso del tour di presentazione del CD si esibirà a fianco di grandi artisti come Aswad o Johnny Clegg & Savuka. Da questo momento la sua carriera èavviata e gli albums e le tournees si succedono, accompagnato, come abbiamo detto, dapprima dalla band Rootsaba e poi da Yeliba. Il suo ultimo CD si intitola 'Liberté'.
Provenienti dalla Gironda, i cinque componenti di Yeliba hanno unito visioni musicali assai differenti per creare un suono chiamato Yankadi che nasce dall' incontro della tradizione guineana e il reggae giamaicano: i membri sono Georges King alla chitarra, Naby Kouyate al balafon, Valess al basso, Bouyax alle tastiere e Mister J-P alla batteria.
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Capleton - Rotototom Sunsplash 2006

Capleton è uno dei più significativi artisti del new roots jamaicano e l'autentica voce della corrente Bobo Dread che ha contribuito in modo fondamentale al reggae degli ultimi anni grazie ad artisti come Capleton stesso, Sizzla, Anthony B, Junior Reid, Jah Mason e tanti altri. Il suo primo attesissimo tour italiano del maggio 2003 è stato un grossissimo evento e ha mobilitato decine di migliaia di appassionati di reggae italiani e a questo è seguita una prima esibizione al Rototom Sunsplash 2004 di cui ancora si ricorda l'energia e le reazioni suscitate nel pubblico.
Il vero nome di Capleton è Clifton Bailey e non è sempre stato un artista conscious: i suoi primi successi dancehall in un periodo dominato da deejays come Cobra, Tiger, Shabba Ranks, Ninjaman ed il giovane Buju Banton, arrivano nel 1990 ed un certo cambio di direzione stilistica si intravede quando Capleton entra a far parte dell'Exterminator camp di Philip Fatis Burrell, uno dei produttori più influenti di quel periodo. Nel 1993 esce con grande successo il suo album 'Almshouse' che anche se rispecchia in pieno la tendenza di quel periodo lascia intravedere una svolta rispetto ai temi trattati.
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