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Tag: tibet

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Free Tibet

Negli occhi di tutti noi stanno le commoventi immagini trasmesse qualche mese or sono da tutti i media mondiali della violenta repressione a danno del popolo tibetano. Immagini piene della dignità di un popolo che reclama i propri diritti fondamentali in quanto popolo, e piene dell’orrore della violenza repressiva del governo cinese. La situazione tibetana però è ben complicata e affonda nei lontani decenni passati. Per far luce su cosa sta avvenendo e su cosa l’ha determinato abbiamo invitato ospiti come Valeria Donati, tibetologa e responsabile del settore “educazione allo sviluppo di Asia Onlus, e che sarà accompagnata da un operatore di Asia, Topgyal, esponente della diaspora tibetana in esilio in India, Stefania Marchesini di Italia – Tibet, e personalità religiose come il Lama di Polava Ghesce Lobsang Pende,. Pensando noi tutti che con le armi della diplomazia e delle pressioni internazionali si debba arrivare il prima possibile a un “Free Tibet”. Nel corso il dibattito mostreremo documentari e foto esclusivi sul Tibet.

Visita il sito: www.rototom.com

Intervista al Ven.Ghesce Tenkyong

In data 9 novembre 2008 a Piacenza c/o la Cappella Ducale di Palazzo Farnese, prima della sua conferenza, il Ven. Ghesce Tenkyong ha risposto alle domande di Angelo Boccato sul ruolo della spiritualità in un mondo prettamente materialista, sul significato delle Olimpiadi a Beijing nel 2008 e le future evoluzioni del suo Tibet.Intervista a cura di Angelo BoccatoProduzione:Arcoiris Tv Piacenza

Visita il sito: www.sitisolidali.it

The Sad SMoky Mountains. A civil/art action for Tibet

L'11 maggio 2008 e l'8 agosto 2008 si svolgono le due fasi di Sad Smoky Mountains.Alberto Peruffo: "Nella parte finale della nostra azione le Tristi Montagne Fumanti incontreranno le Città. È giunto il momento degli Urban Climbers, degli "alpinisti cittadini"! Insieme alle montagne, alle colline, accenderemo di colore rosso il cuore delle città e dei loro abitanti ritornando all’origine delle colonne di fumo che abbiamo scelto come simbolo invariabile della nostra opera. Quelle colonne sono infatti una manipolazione cromatica del fumo eruttato l’11 settembre del 2001 dalle Torri Gemelle e il loro colore manifesta la vergogna-tristezza-indignazione contro la violazione dei diritti umani. Oggi in Tibet, Sudan, Birmania, Afghanistan, Iraq, Palestina; ieri in Africa, Europa e USA; domani chissà dove tra Oriente e Occidente, nel Sud o nel Nord del mondo.Le Tristi Montagne Fumanti fumeranno insieme con i grattacieli delle Città per ristabilire una necessaria alleanza tra l’uomo e l’ambiente, tra l’uomo e l’altro da sé, tra l’uomo e i suoi simili. I monumenti, come vulcani assopiti da tempo e risvegliati dal dolore del mondo, torneranno a rendere esplicito la loro antica funzione: servire da monito, avviso a coloro che hanno dimenticato cosa si custodisce tra le loro architetture. Noi li faremo parlare con il linguaggio del fumo, «evanescenza colore del sangue», nel giorno in cui la torcia olimpica, simbolo bicefalo, di pace e ipocrisia, accenderà le Olimpiadi di Pechino. A sessant’anni esatti dalla stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo la repressione in Tibet, durante un evento di portata globale, è divenuta il simbolo del fallimento e del tradimento dei governi mondiali: i princìpi allora ratificati sono stati e continuano ad essere, più o meno diplomaticamente, rinnegati."

Visita il sito: www.sadsmokymountains.net