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Tag: presentazione libri

Totale: 7

Suad Amiry: "Golda ha dormito qui"

NADiRinforma incontra Suad Amury nel corso della presentazione del suo ultimo libro: "Golda ha dormito qui",
"Mi han detto che la tua casa è dove sei tu. Ci ho provato ma non sempre ci riesco"
"Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all'improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l'anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera?"
Una storia che ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l'uno con tutto, l'altro con niente.
Suad Amiry, palestinese, racconta quella perdita inestimabile, quella dei muri con dentro le anime, la memoria, i gesti, gli affetti e, con profonda grazia e humour dissacrante, si confronta con un tema universale e potente com'è quello della casa, che finisce per coincidere con la nostra stessa identità, con la nostra stessa, comune, storia.
L'iniziativa, organizzata l'8 luglio '14 dalla Libreria Coop Ambasciatori in collaborazione con Assopace Palestina Bologna, ha previsto la presenza di Luisa Morgantini e Moni Ovadia

Intervista a cura di Luisa Barbieri
Riprese e montaggio Paolo Mongiorgi

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Intervista a Francesca Ramos e Sarah Sajetti - Leggere negli occhi

Ospite del Centro di documentazione ARCI-Gay "Il Cassero" di Bologna, la nostra trasmissione incontra due scrittrici che raccontano storie del mondo omosessuale. Con Francesca Ramos, musicista, parliamo del suo romanzo Una come me, uscito per i tipi de La Tartaruga. Con Sarah Sajetti, giornalista, ex direttrice del mensile di cultura gay e lesbica 'Babilonia', parliamo del suo romanzo Volevo solo un biglietto del tram. Due libri molto diversi, accomunati dal tema della omosessualità femminile ma divisi da scritture molto differenziate, l'una più intimista e interiorizzata, l'altra più scanzonata. Comunque una seria e divertente occasione per parlare più in generale della cultura gay, e della discriminazione sessuale nel mondo.Intervista a cura di Franco Foschi, pediatra e scrittore Bolognese

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NADiRinforma incontra Diego Marani ed il conflitto in Darfur

Il 20 gennaio 2009 NADiRinforma ha incontrato Diego Marani, giornalista, già redattore della rivista Nigrizia, che da tempo segue le vicende africane, in particolare le vicende relative alla guerra in terra sudanese ove si è recato parecchie volte. Marani ci ha presentato il suo nuovo libro: "Darfur - Geografia di una crisi" (ed. Terre di Mezzo) cercando di farci capire un po' meglio le ragioni di una guerra civile, quella in Darfur, che dal 2003 sconvolge un territorio grande due volte l'Italia. All'origine delle violenze, non solo "lo scontro tra etnie", come vorrebbe un'usurata retorica, ma soprattutto la ricerca di una leadership politica e la corsa all'accaparramento delle risorse naturali. Il libro ricostruisce minuziosamente le fasi del conflitto, raccontando le atrocità che sono state commesse ed arriva a rivelarci il ruolo strategico di altri Paesi (Ciad, Eritrea, USA e Cina, senza dimenticare l'Italia) sino ad arrivare a parlarci degli ultimi e recentissimi sviluppi che hanno visto in campo le Nazioni Unite e la Corte penale internazionale.Pietro Veronese nella prefazione del libro scrive "c'è verso questa regione quasi un accanimento collettivo nell'ignorarne le vicende" ed è proprio questa una delle innumerevoli ragioni che ci hanno spinto ad incontrare un giornalista, quale è Diego Marani, che da anni si dedica allo studio dell'atroce situazione bellica in atto.Si ringrazia il Centro Studi G.Donati per la collaborazione e la gentile ospitalità

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Intervista a Paolo Roversi- Leggere negli occhi

"Paolo Roversi è scrittore, giornalista, un sacco di altre cose, e soprattutto è un vulcano. Ha già pubblicato tre romanzi gialli, e con uno ha già vinto premi letterari. Ma assieme a Fernanda Pivano ha soprattutto scritto la prima biografia italiana su Charles Bukowski, Scrivo racconti poi ci metto il sesso per vendere. E Bukowski è anche il grande nume tutelare dell'esilarante romanzo che guida questa intervista, Taccuino di una sbronza, in cui sperimenterete l'incredibile verve di questo giovane ma esperto scrittore, brillante, acuto e spiritoso quanto i suoi testi."Intervista a cura di Franco Foschi, pediatra e scrittore Bolognesewww.scrittoribologna.com www.mediconadir.it

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Eduardo Galeano presenta il libro "Specchi"

NADiRinforma propone la presentazione del nuovo libro del grande scrittore uruguaiano Eduardo Galeano "Espejos. Una historia casi universal" la cui traduzione in italiano dal titolo "Specchi" (Ed. Sperling & Kupfer) uscirà nell'ottobre prossimo venturo.Sono 600 le storie che costruiscono il libro, quasi una situazione surrealistica che, come dice Galeano, intendono raccontare la storia non raccontata, la storia nascosta dell'umanità vista con gli occhi e il cuore dei "nessuno", di coloro che, pur avendo fatto la storia, mai sono stati e mai saranno celebrati. É un punto di vista molto importante quello che ci propone l'autore, in quanto le situazioni e quindi la storia dipende da chi la racconta, dal suo punto di vista ... non esiste una sola visione della realtà!La realtà non può essere unica, la sua diversità è la sua ricchezza ed insieme l'anima dell'umanità.Tra le tante coinvolgenti storie raccontate sicuramente "L'Eroe" rappresenta la sintesi delle intenzioni del libro in questione: "Come sarebbe stata la guerra di Troia narrata dal punto di vista di un soldato anonimo ? ... avrebbe presentito quel soldato ciò che Euripide avrebbe poi confermato ? Che Elena non andò mai a Troia, che solo la sua ombra andò là ...che cosa ricordò ? Forse l'odore. L'odore del dolore, e solo quello" ... le guerre, tutte le guerre hanno odore: "E' una nausea che ti abbandonerà mai più."Registrazione c/o Librerie Feltrinelli International - Bologna

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In memoria di Massimiliano Valenti: le stragi della banda della Uno bianca (1°parte)

NADiRinforma: a ricordo di Massimiliano Valenti, tragicamente colpito dai criminali della banda della uno bianca il 24 febbraio 1993, colpevole, secondo un'assurda logica criminale, di esserne stato testimone. Il Comune di Zola Predosa (Bo), ove Massimiliano risiedeva, ogni anno organizza eventi orientati ad onorare il concittadino permettendo, al contempo, alla memoria di aiutare tutti noi nel difficile percorso di crescita individuale e collettiva. Antonella Beccaria attraverso il suo libro "Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore" (ed. Stampa alternativa, 2007) ha offerto la possibilità di riparlare di quei 7 anni di terrore che hanno segnato il nostro Paese aprendo una tavola rotonda alla presenza di eminenti protagonisti degli eventi:Giancarlo Borsari , Sindaco di Zola Predosa Antonella Beccaria , scrittrice - giornalista Libero Mancuso , Assessore Affari Generali Comune di Bologna Rosanna Zecchi , Presidente Associazione Vittime della Uno Bianca Alessandro Gamberini , avvocato di parte civile Simona Mammano , Sindacato di Polizia SIULP Luisa Barbieri , Assoc. Medica N.A.Di.R. ha moderato la tavola rotondaLa serata si è svolta presso l'Auditorium Comunale "Spazio Binario" di Zola Predosa (Bo)

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In memoria di Massimiliano Valenti: le stragi della banda della Uno bianca (2°parte)

NADiRinforma: trasmettere il senso della storia affinché determinate situazioni non abbiano a ripetersi dovrebbe rappresentare un tassello cardine proposto ed esposto dalle Comunità in divenire. La storia di una strage diluita, come afferma Antonella Beccaria, autrice di: "Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore" (ed. Stampa alternativa, 2007), una strage che dura 7 anni e 1 mese e che semina 24 morti e 102 feriti, cifre che se venissero contestualizzate nello stesso momento sarebbero senza dubbio da considerarsi al pari delle stragi del periodo degli anni di piombo. Si parla di una storia sconvolgente in toto, ma se si aggiunge l'aggravante del ruolo che 5 componenti la banda svolgevano nel contesto sociale, essendo agenti di polizia in servizio, facile è comprendere come il già fragile equilibrio sociale che stiamo vivendo altro non possa che percepire il peso di una tale esperienza. Nel corso della tavola rotonda, che ha teso all'orizzontalità di proposizione, sempre in virtù del principio della fondamentale importanza della partecipatività collettiva, non ci si è potuti astenere dal vedere, valutare e disquisire a proposito di fatti rientranti nella sfera dell'attualità che, ahinoi, parrebbero far riemergere atteggiamenti e forse convinzioni purtroppo già sperimentate nel corso degli anni travolti dalla banda della uno bianca.

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