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Tag: legge bavaglio

Totale: 7

Salviamo Il Manifesto

NADiRinforma incontra Norma Rangeri: ci troviamo dinanzi alla crisi economica di un quotidiano come il Manifesto, crisi che rischia di determinarne la chiusura, questa chiacchierata con la direttrice Norma Rangeri è orientata a comprenderne le ragioni.Come scrive Ugo Mattei: "é il momento di pensare davvero a come sarebbe l'edicola senza il manifesto... non sarebbe un impoverimento politico e culturale per tutti ?"L'informazione non è forse un diritto umano? Come può essere sottoposta alle leggi del mercato?Crediamo che la sopravvivenza del quotidiano sia nel potere di tutti noi, cittadini partecipi ed impegnati nel processo di cambiamento di un sistema sociale decadente in ogni sua espressione. Crediamo che il nostro contributo possa passare attraverso la crisi di una sperimentazione sociale e politica, quale è il Manifesto, facendo riemergere ed attecchire di fatto ciò che tutti noi auspichiamo: vivere in una Comunità competente.Il Manifesto, oltre ad essere un quotidiano, è un sistema "altro" di fare informazione, di lavorare in gruppo, è un canale ove potrebbe confluire la società civile organizzata.Il Manifesto compirà 40 anni nel 2011, ha accumulato tante esperienze passando attraverso anni piuttosto impegnativi per il nostro Paese e noi crediamo che ora come ora, viste le condizioni nelle quali il nostro contesto sociale versa, sia indispensabile avere a disposizione uno strumento di informazione supportato dalla cooperazione, fuori dai partiti e soprattutto senza editore, quindi libero di informare.Solo attraverso la partecipazione, la responsabilizzazione si può ambire alla conquista della libertà e noi crediamo che in questo momento di difficoltà ci possa, anzi ci si debba mettere alla prova: salviamo il Manifesto

Visita il sito: www.mediconadir.it

Visita il sito: www.ilmanifesto.it

UNA PIAZZA CONTRO IL BAVAGLIO - Roma 1 luglio 2010

da repubblica.itE' disseminata di giallo, la Piazza Navona gremita che oggi dice "no" alla legge bavaglio: sono le centinaia di post-it con cui i cittadini, sull'onda dell'iniziativa nata su Internet e rilanciata da Repubblica, esprimono la propria protesta. La gente se li appunta praticamente ovunque: sui vestiti, sugli zaini, sui cartelli su cui hanno scritto gli slogan. Ma la manifestazione indetta dalla Fnsi contro il disegno di legge sulle intercettazioni contiene anche tanti altri colori: il viola delle t-shirt del popolo web, e l'arcobaleno formato dalle tante diverse bandiere presenti. Quelle dei partiti (Pd, Italia dei valori, Sinistra e libertà), e quelle delle decine e decine di associazioni che hanno deciso di far sentire la loro voce. Sensibilità diverse: sindacati come la Cgil, ambientalisti, esponenti del mondo cattolico, autoconvocati via Facebook. Tutti uniti, a migliaia, nel nome della Costituzione e del diritto a essere informati. Pronti ad applaudire le parole di Roberto Saviano: "Altro che privacy, si difende solo il malaffare". E a darsi appuntamento di nuovo, a partire dal 29 luglio, davanti a Montecitorio, dove il provvedimento sarà discusso in aula.

Visita il sito: www.youtube.com

Legge bavaglio = Giornale coi buchi

L'informazione non solo è nostra, ma è "noi". Dire no alla legge bavaglio significa proclamare il sè e la libertà.

In Galera! Spettacolo - manifestazione contro la legge bavaglio

4.a parte: da Calciopoli al "Santa Rita"Gli articoli che non vorrebbero farci scrivere più.Un pezzo di storia italiana che non avremmo mai conosciuto se il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, ora all'esame del Senato, fosse già entrato in vigore. Dagli intrighi con la Banca d'Italia dei "furbetti del quartierino" alle penose telefonate di Berlusconi col direttore di RAI fiction, Saccà, dallo scandalo di Calciopoli alla cinica gestione della clinica "Santa Rita".Nelle quattro puntate del video, registrate durante lo spettacolo-manifestazione del 23 giugno 2009 al teatro Ambra Jovinelli di Roma (ideato da Gegia Celotti e Saverio Paffumi, regìa di Silvano Piccardi, contenuti e testi di Gianni Barbacetto), alcune tra le intercettazioni più sconvolgenti degli ultimi anni, lette da attori professionisti e commentate dai più noti cronisti giudiziari. Per scongiurare questo ulteriore attacco alla democrazia e al diritto dei cittadini di conoscere la faccia oscura del potere,i giornalisti sono pronti allo sciopero e alla disobbedienza civile, certi di poter contare sulla solidarietà attiva di tutti gli italiani.1.a parte: Introduzione - i "furbetti del quartierino"2.a parte: le scalate di Ricucci (RCS) e Consorte (BNL)3.a parte: Berlusconi (rac)comanda alla RAI

Visita il sito: www.nandocan.it

In Galera! Spettacolo - manifestazione contro la legge bavaglio

3.a parte: Berlusconi (rac)comanda alla RAIGli articoli che non vorrebbero farci scrivere più.Un pezzo di storia italiana che non avremmo mai conosciuto se il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, ora all'esame del Senato, fosse già entrato in vigore. Dagli intrighi con la Banca d'Italia dei "furbetti del quartierino" alle penose telefonate di Berlusconi col direttore di RAI fiction, Saccà, dallo scandalo di Calciopoli alla cinica gestione della clinica "Santa Rita".Nelle quattro puntate del video, registrate durante lo spettacolo-manifestazione del 23 giugno 2009 al teatro Ambra Jovinelli di Roma (ideato da Gegia Celotti e Saverio Paffumi, regìa di Silvano Piccardi, contenuti e testi di Gianni Barbacetto), alcune tra le intercettazioni più sconvolgenti degli ultimi anni, lette da attori professionisti e commentate dai più noti cronisti giudiziari. Per scongiurare questo ulteriore attacco alla democrazia e al diritto dei cittadini di conoscere la faccia oscura del potere,i giornalisti sono pronti allo sciopero e alla disobbedienza civile, certi di poter contare sulla solidarietà attiva di tutti gli italiani.1.a parte: Introduzione - i "furbetti del quartierino"2.a parte: le scalate di Ricucci (RCS) e Consorte (BNL)4.a parte: da Calciopoli al "Santa Rita"

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2.a parte: le scalate di Ricucci (RCS) e Consorte (BNL)Gli articoli che non vorrebbero farci scrivere più.Un pezzo di storia italiana che non avremmo mai conosciuto se il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, ora all'esame del Senato, fosse già entrato in vigore. Dagli intrighi con la Banca d'Italia dei "furbetti del quartierino" alle penose telefonate di Berlusconi col direttore di RAI fiction, Saccà, dallo scandalo di Calciopoli alla cinica gestione della clinica "Santa Rita".Nelle quattro puntate del video, registrate durante lo spettacolo-manifestazione del 23 giugno 2009 al teatro Ambra Jovinelli di Roma (ideato da Gegia Celotti e Saverio Paffumi, regìa di Silvano Piccardi, contenuti e testi di Gianni Barbacetto), alcune tra le intercettazioni più sconvolgenti degli ultimi anni, lette da attori professionisti e commentate dai più noti cronisti giudiziari. Per scongiurare questo ulteriore attacco alla democrazia e al diritto dei cittadini di conoscere la faccia oscura del potere,i giornalisti sono pronti allo sciopero e alla disobbedienza civile, certi di poter contare sulla solidarietà attiva di tutti gli italiani.1.a parte: Introduzione - i "furbetti del quartierino"3.a parte: Berlusconi (rac)comanda alla RAI4.a parte: da Calciopoli al "Santa Rita"

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Introduzione - i "furbetti del quartierino"Gli articoli che non vorrebbero farci scrivere più.Un pezzo di storia italiana che non avremmo mai conosciuto se il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, ora all'esame del Senato, fosse già entrato in vigore. Dagli intrighi con la Banca d'Italia dei "furbetti del quartierino" alle penose telefonate di Berlusconi col direttore di RAI fiction, Saccà, dallo scandalo di Calciopoli alla cinica gestione della clinica "Santa Rita".Nelle quattro puntate del video, registrate durante lo spettacolo-manifestazione del 23 giugno 2009 al teatro Ambra Jovinelli di Roma (ideato da Gegia Celotti e Saverio Paffumi, regìa di Silvano Piccardi, contenuti e testi di Gianni Barbacetto), alcune tra le intercettazioni più sconvolgenti degli ultimi anni, lette da attori professionisti e commentate dai più noti cronisti giudiziari. Per scongiurare questo ulteriore attacco alla democrazia e al diritto dei cittadini di conoscere la faccia oscura del potere,i giornalisti sono pronti allo sciopero e alla disobbedienza civile, certi di poter contare sulla solidarietà attiva di tutti gli italiani.2.a parte: le scalate di Ricucci (RCS) e Consorte (BNL)3.a parte: Berlusconi (rac)comanda alla RAI4.a parte: da Calciopoli al "Santa Rita"

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