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Tag: interviste

Totale: 114

Bruno Giusti - Interviste dal backstage

Rototom sunsplash 2009Intervista a Bruno Giusti, Vibra Club

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2 Agosto 2009: interviste alla commemorazione della strage alla stazione di Bologna

Il Manifesto quest'anno enuncia:"la certezza della pena in questo Paese è riservata esclusivamente alle vittime e ai loro famigliari" "29 anni fa, in questa stazione, fu perpetrato un orrendo crimine: una bomba collocata da terroristi fascisti causò 85 morti e 200 feriti... Anni di indagini e processi meticolosi hanno permesso di individuare, in parte, chi usò la violenza e la crudeltà, esseri umani che hanno concepito e voluto quella carneficina. I loro nomi sono: Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, capi dei Nuclei Armati Rivoluzionari e il loro sodale Luigi Ciavardini. Poi vi sono coloro che hanno operato per nascondere la verità ed impedire ai magistrati che gli esecutori fossero scoperti, tutti distintisi nel tentativo di allontanare gli inquirenti dalla matrice dell'attentato; essi sono il Gran maestro della Loggia massonica P2 Licio Gelli, il faccendiere Francesco Pazienza, il generale Musumeci e il colonnello Belmonte al vertice del SISMI (Servizio Segreto Militare)... Da anni ormai assistiamo, alla vigilia di ogni anniversario, alla esplosione di enormi polveroni che ci ricordano quello creato dall'esplosione della bomba, polveroni che cercano di nascondere lo scempio politico e morale che sta dietro questa strage." dice Paolo Bolognesi, Presidente dell'Assoc. tra i famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. "Siamo stanchi di tornare il piazza il 2 agosto sempre nel dubbio, senza alcuna chiarezza circa i mandanti di stragi che hanno colpito il cuore del nostro Paese, chiediamo solo verità e giustizia" dicono i cittadini che, come ogni anno, accorrono numerosi alla commemorazione della strage che fece tremare la città 29 anni fa. Paura e commozione che ogni anno si rinnovano tra le fosche nubi del dubbio: incertezze che alimentano la paura, incertezze che continuano a farci respirare l'acre odore dell'esplosione, incertezze che non concedono pace nei cuori di chi ha vissuto quei momenti di tragedia e di chi vuole ancora credere di vivere in un Paese democratico.

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NADiRinforma incontra l'ultimo campanaro di Masera

NADiRinforma prosegue il suo cammino tra la gente, raccontando storie che ci appartengono, facendo emergere l'essenza del nostro esserci, essendo qui ... come siamo, come stiamo e perché siamo! Siamo in provincia di Verbania, alto Piemonte ed incontriamo l'ultimo campanaro di un grazioso paesino della Val d'Ossola: Masera, considerato il Paese dei fiori, vista la splendida posizione nella quale sorge, immersa tra le sette valli dell'Ossola. Piero Cortella ci racconta la sua esperienza; il suo racconto così verace e semplicemente vero, come, forse, solo certe persone sanno essere, ci ha coinvolto e travolto facendoci respirare il sapore di tempi andati ma, fortunatamente, ancora patrimonio della nostra cultura.

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NADiRinforma incontra Enzo Barnabà

Grimaldi Sup. (Ventimiglia - IM) 29 giugno 2009 NADiRinforma incontra Enzo Barnabà, scrittore e storico impegnato da sempre a comprendere l'attualità attraverso la storia. Ha studiato lingua e letteratura francese a Napoli ed a Montpellier e storia a Venezia e Genova. Ha insegnato lingua e letteratura francese in vari licei del Veneto e della Liguria. A Ventimiglia ha fondato il Circolo "Pier Paolo Pasolini", forse l'istituzione culturale più prestigiosa dell'estremo ponente ligure. Essendo passato alle dipendenze del Ministero degli Esteri, ha svolto la funzione di lettore di lingua e letteratura italiana presso le Università di Aix-en-Provence e di insegnante-addetto culturale ad Abidjan, Scutari e Niksic. Vive attualmente a Grimaldi di Ventimiglia, dove la riviera del ponente ligure si confonde con quella francese. La chiacchierata prende spunto dalla lettura del libro giunto alla seconda ristampa: Morte agli italiani! Il massacro di Aigues-Mortes 1893. Il racconto, documentato dai fatti che occorsero nel paesino della Camargue noto per la vasta presenza di saline il 17 agosto 1893, è supportato dall'acuta ed attenta analisi che Barnabà riesce a proporre in maniera snella ed efficace alla comprensione della terribile situazione nella quale tutti noi versiamo a tutt'oggi. La propaganda populista e cieca che oggi domina la scena politica trova un sostegno storico che, se riscoperto, potrebbe aiutare a comprendere meglio ciò che i discorsi privi di fondamenta dal punto di vista sociologico e di coscienza civica implodono nelle piazze sostenuti da un sistema mediatico sempre più fazioso, circonstanziato e manipolativo... in sintesi propagandistico! "Gli italiani cominciano ad esagerare con le loro pretese. Presto ci tratteranno come un Paese conquistato... fanno concorrenza alla manodopera francese e si accaparrano i nostri soldi a vantaggio del loro Paese" (E.Barnabà) Con un po' di pudore e tanta vergogna ascoltiamo parole cariche di arrogante ignoranza e scarsa lungimiranza che echeggiano dai pulpiti partitici e che, ahinoi, sembrano coinvolgere le folle disperate e da condizioni di vita in fase di mutazione e dalla cecità determinata dalla miseria imperante: "a cosa attribuire tanto sadismo se non al meccanismo psicologico di chi sfoga sull'altro l'odio che prova nei confronti della miseria di cui è intessuta la propria storia passata e presente ?" (E.Barnabà)

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In viaggio nel mondo delle diversità: il silenzio sonoro

NADiRinforma intraprende un viaggio nel mondo delle diversità, quelle che fanno paura e che, proprio per questo, cerchiamo di tenere alla distanza che pare rappresentare una sana difesa. Vorremmo comprendere come e quanta ricchezza tale incontro possa procurare a sostegno della tesi evolutiva che prevede il miglioramento della razza sostenuto dalle variabili intercorrenti. Oggi proveremo a muovere i primi passi nel cosiddetto "mondo del silenzio" raccogliendo la testimonianza di Giuliana Sacchetti che ci racconta come vive, da udente, il "silenzio" nel quale vive il fratello sordomuto. Questa prima chiacchierata prelude e speriamo possa rappresentare un utile supporto al programmato incontro dinanzi alle telecamere di chi quel mondo lo vive da dentro: "Non ho potuto frequentare le scuole in quanto per un sordomuto il futuro era in qualche modo già definito, invece io avrei voluto continuare a studiare. Sono curioso, vorrei conoscere meglio il mondo nel quale vivo, forse potrei -ascoltare- anche i suoi rumori, chi l'ha detto che esista un solo modo per udire ?"

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117)- Intervista a Andrea Riscassi - Leggere negli occhi

Andrea Riscassi, nato nel 1967 è un giornalista della Rai di Milano, dove si occupa di politica e di cronaca. Ha iniziato, giovanissimo, prima a «Società» poi al «Corriere della Sera» per approdare in televisione nel 1991 dove ha seguito le guerre balcaniche e le rivoluzioni democratiche nei paesi ex sovietici e moltissime campagne elettorali, in Italia come all'estero.
Parliamo con lui di "Anna è viva", appena uscito per le edizioni Sonda, dove si parla di Anna Politkovskaja, e senza paura si utilizzano parole come speranza, giustizia, impegno civile, società. Parliamo anche di 'Un albero per Anna', appello pubblico dal quale è nata l'associazione "Annaviva", che si occupa di diritti umani e di democrazia nell'ex spazio sovietico. Grazie al suo impegno nel ricordare la grande giornalista russa, Riscassi ha ricevuto la medaglia d'oro della Provincia di Milano, Premio Riconoscenza 2008.

Visita il sito: www.scrittoribologna.com

Controllo Cittadino: adotta un politico

NADiRinforma incontra Controllo Cittadino, una rete di cittadini attivi che utilizza l'informazione e l'azione collettiva per controllare le iniziative e i comportamenti della classe politica italiana. Nasce dal bisogno di identificare nuovi modi per praticare la cittadinanza attiva. La convinzione di base è che non esiste democrazia senza controllo.Il Rapporto sulle attività dei parlamentari 2008-2009, promosso dall'Osservatorio civicosul Parlamento italiano, è la prima iniziativa adottata da organizzazioni di cittadini pertradurre in pratica il principio democratico del controllo civico sulle istituzioni .Il lavoro di raccolta delle informazioni, elaborazione dei dati e comunicazione dei risultati chesta alla base di questo progetto è il frutto della collaborazione di tre organizzazioni: openpolis,Controllo Cittadino e Cittadinanzattiva .Se i cittadini non controllano i loro politici, qualcun altro ne trarrà vantaggio. Spesso si tratta delle lobby potenti che influiscono così prepotentemente nella politica del nostro Paese.Il Controllo Cittadino è essenziale. Senza Controllo Cittadino non sarà possibile selezionare una classe politica responsabile. L'assenza di controllo garantisce immunità e favorisce comportamenti irresponsabili. Il voto è una pratica troppo limitata per le democrazie moderne. Le classi politiche tendono a limitare la scelta dei cittadini. Le elezioni si riducono a un rito formale, senza alcun potere per i cittadini.Non è un caso che Controllo Cittadino nasca un 25 aprile. C'è infatti bisogno di una nuova liberazione in Italia. La liberazione dal qualunquismo, la liberazione dall'abuso e dall'apatia. Per inaugurare una nuova rivoluzione civica.C'è bisogno di controllo costante e diffuso. Non ci vuole molto. Basta un gruppo di cittadini impegnati e attivi. Come scrisse Thomas Jefferson: "Il prezzo della libertà è l'eterna vigilanza".

Visita il sito: controllocittadino.wordpress.com

Intervista a Loretta Napoleoni

NADiRinforma incontra Loretta Napoleoni: il 25 giugno c/o l' Hotel I portici a Bologna, Angelo Boccato intervista Loretta Napoleoni, (economista esperta di terrorismo internazionale, consulente sul tema in questione presso alcuni esecutivi occidentali, collaboratrice di Bbc e Cnn, editorialista di quotidiani autorevoli come "El Paìs", "Le Monde", "The Guardian" , "L' Unità" e del settimanale "Internazionale") sui temi da lei sollevati nel suo ultimo libro "La morsa" , edito da Chiarelettere. Nel corso della discussione attorno al libro, dal significativo sottotitolo "Distratti da Al Qaeda, derubati da Wall Street, come ne usciamo?" si parte dal percorso della crisi attuale, crisi di "sistema", oltre il settore economico, legata alla follia politico-economica della war on terror post-11 settembre, connessa a crisi cadute nell'oblio politico-mediatico e all'origine dei forti impulsi per nuovi equilibri geopolitici ed economici ad Est. Del resto, dopo quasi 20 anni di pensiero unico e di adesione messianica alle capacità taumaturgiche del mercato, come si possono orientare le classi dirigenti verso nuovi modelli? Il compito è complesso e il prossimo futuro fosco, ma alcune risposte possono non essere così distanti.Intervista a cura di Angelo Boccato

Visita il sito: www.lanapoleoni.ilcannocchiale.it

Atypicalmovie al 65° Festival del Cinema di Venezia: Marco Giusti

"Un Festival di vecchi, con film fatti da vecchi, magari il cinema è anche diverso".....A 20 anni qualsiasi Festival sembrava una cosa fantastica. Io mi ricordo che a 20 anni vedevo tutto, dormivo solo 3 ore. Ora è diverso, hai tutto, hai i DVD. E' diverso il cinema, i formati con cui si usufruisce della visione. Una volta si riusciva a parlare con George Cukor, Cannes è peggio, più il Festival è piccolo, più riesci a toccare Quentin Tarantino, Frank Miller, David Lynch, e quindi a innamorarti del Cinema che è l'unica vera missione del cinephile. I film in concorso sono una cosa, le retrospettive una cosa, gli eventi una cosa, i film a mezzanotte un'altra cosa. Per esempio in questo Festival la cosa più carina è il film di Jose Mojica Marins " Encarnação do Demônio", un grande horror di un autore- attore del terzo mondo, qui completamente ignorato, un super-horror che devi vedere qui. Quello che idealmente aveva inventato Ungari qui a Venezia e anche a Massenzio, fare del cinema tanti eventi (Hitchcock che non hai mai visto...)e noi ancora qui abbiamo questo modello qua....Io ad esempio amavo John Ford, adesso il ragazzo ama l'horror, poi c'è una middle class di cinephiles diciamo alla "CIAK", che si bevono Charlize Theron, si bevono queste cose qui, però è chiaro che ci sono degli estrimismi nel cinema. Andiamo a vedere tutti quanti "Arcana", uscito solo 2 giorni nel '73, queste sono le cose che il cinephile nuovo ama. In generale c'è un cinefilo un po'più inutile, però anche il cinema è più brutto, meno forte, meno interessante. Il film come quello di Opzetek, un buon cinema medio italiano od americano, un tempo a chi sarebbe interessato. Ieri stavo intervestando Paolo Benvenuti su "Puccini", e gli ho chiesto "Secondo te c'è un legame tra il cinema western e Puccini?"E lui "Ah sì c'è quel film con Dean Martin, uno che spara...come quel film con Dean Martin, è "Un dollaro d'onore". E Benvenuti mi ha chiesto chi è il regista. Paolo, io dovrei prendere e andarmene subito, io non posso accettare che un regista non sappia chi è Howard Hawks...Una conversazione che feci con Quentin Tarantino, a Nizza adesso, su John Ford......Per Tarantino, Ford è stato sopravvalutato e il più grande regista del mondo è Sergio Leone e su questo si è aperto un dibattito...il punto è, lui è più giovane di me, avrà 7 anni di meno, credo, e questa cosa cambia completamente il modello di cinema da amare che ti ha formato. In fondo siamo quello che si vede e si ama quando abbiamo tra i 9 e gli 11 anni, il resto è secondario. Io amo film assurdi che vanno dal 66 al 68. Su questa cosa si apre il dibattito su cosa è la cinefilia adesso o che cosa era prima.... Promosso da Arcoiris tv Bologna

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Atypicalmovie al 65° Festival del Cinema di Venezia: Gregorio Napoli

Abbiamo iniziato con il bravo critico palermitano Gregorio Napoli, chiudiamo con lui proprio davanti all'Excelsior. Gregorio tira le somme di un Festival difficile, vuoi la concorrenza con altri Festival, vuoi qualche scelta sbagliata, vuoi lo sciopero degli sceneggiatori negli States...ma il giudizio è positivo, come ci sembra equilibrato il cappello introduttivo di Gregorio."E' un momento di riflessione della Settima Arte, non si trovano facilmente dei capolavori...Ho l'impressione che il Direttore Muller abbia ben saputo amalgamare il tema dell'Evoluzione Sociale, il tema dell'Intimismo, il tema della ricerca figurativa nel film di Kitano e ne " Il Seme della discordia", che non è stato capito...invece è un film informale, pop, ricco di cultura figurativa, che purtroppo la critica italiana, anche quella giovane, non ha saputo intuire e capire...Il tema centrale, che è quello della bioetica, dell'inseminazione artificiale (Il Seme della Discordia, appunto), viene riportato in un canale poetico, non in un canale piattamente televisivo, come i dibattiti che noi vediamo ogni sera sul piccolo schermo; questa è la grandezza del film di Corsicato".Poi c'è anche spazio per una mia constatazione, sul Cinema, sulla Cultura, su Napoli. E' una cosa che mi chiedo da un po' di tempo...Perchè Napoli torna così alla ribalta, e perchè- soprattutto in Italia- la Poetica del conflitto sembra l'unico modo per produrre Cultura in questo Paese vecchio e superconformista? Promosso da Arcoiris tv Bologna

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