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Tag: diritti umani

Totale: 12

Bajo Aguán: Grito por la Tierra

"Bajo Aguán: Grito por la Tierra" è una nuova produzione audiovisiva di ALBA SUD e la Rel-UITA sul conflitto per la terra che si vive nel Bajo Aguán, Honduras, provocato dall'espansione delle grandi piantagioni di palma africana, dove i settori contadini organizzati lottano per difendere il loro diritto alla terra.Il Bajo Aguán soffre da vari anni un conflitto provocato dalla mancanza d'accesso alla terra e l'espansione delle piantagioni di palma africana, prodotto che ha visto una grande crescita della domanda internazionale. Dopo il colpo di Stato del 2009 contro il presidente Manuel Zelaya, il conflitto si è acutizzato e si è estesa la repressione contro il movimento contadino, in uno stato di totale impunità. Negli ultimi 3 anni sono stati assassinati 54 contadini organizzati nella più totale impunità.

Visita il sito: www.rel-uita.org

Visita il sito: www.albasud.org

Visita il sito: www.albasud.org

TORINO PRIDE 2012 - INTERVISTE

TORINO PRIDE 2012. Laura Manfredi di AGEDO, i volantari di Emergency e molti altri partecipanti del Pride intervistati da Mr. Alex Caroppi

La Strage dei Clandestini

28 gennaio 2008 storie di vittime dei naufragi, dei tir carichi di uomini, delle nevi sui valichi, dei campi minati... Incontro con Gabriele Del Grande, giornalista, fondatore dell'osservatorio sulle vittime dell'immigrazione Fortress Europe (fortresseurope.blogspot.com) e p. Gianni Nobili, missionario combonianoevento.
Realizzato con il contributo dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna ed in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione.

Visita il sito: www.centrostudidonati.org

Visita il sito: www.mediconadir.it

Fausto Pocar - Tra diritti umani universali e "realpolitik"

Scuola di cultura politica 2011 - 2012 "In un mondo che cambia" - 1° modulo - Un nuovo scenario.
Fausto Pocar - Tra diritti umani universali e "realpolitik".
Milano, 11 novembre 2011

Visita il sito: www.scuoladiculturapolitica.it

La guerra delle donne - trailer -

NADiRinforma presenta il trailer di un documento che vuole inserirsi, come una piccola tessera di un grande puzzle, tra le le testimonianze a sostegno delle Donne d'Africa: nel 2006 incontrammo alcune donne congolesi che ci raccontarono le brutalità cui la guerra, che da anni insanguina le loro terre, le aveva sottoposte. Una guerra infinita che tutt'oggi miete vittime e terrore in uno dei Paesi più ricchi del Pianeta."Vedevamo atterrare gli elicotteri nella foresta ... caricavano diamanti ... scaricavano armi... elicotteri sui quali si poteva chiaramente leggere una grande scritta: -UN-".L'incontro rappresentò e rappresenta una grande emozione e non saremo mai troppo grati a queste coraggiose donne che hanno voluto regalarci un'importante testimonianza destinata a risvegliare le nostre coscienze. NADiRinforma accoglie la proposta a sostegno dell'assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2011 lanciata da Cipsi e Chiama l'Africa. L'essenza dell'Africa è alfemminile: donne forti, coraggiose, in grado, pur tra le insidie più devastanti, di dimostrare la capacità di vivere, non solo quella di sopravvivere. Donne che sanno mostrare la dignità e la fierezza del loro popolo, delle loro culture, senza tentennamenti, senza inibizioni, con coerenza ma, al contempo, volte verso il futuro.Vista la drammaticità degli argomenti espressi si consiglia la visione ad un pubblico adulto.

Visita il sito: www.mediconadir.it

Visita il sito: www.noppaw.net

Inno - Himno - Hymn - Scuola Media Cavour

Concerto - Inno della scuola secondaria di primo grado "Cavour" di Modena, Italia. Canti, musiche, parole, poesie e segni per crescere ciattadini del mondo solidali e per comunicare in tante lingue comprese la lingua dei segni e la lingua ponte neutrale esperanto.

Visita il sito: scuole.monet.modena.it

Rifugiati in P.zza Oberdan

Milano 05/09/2009:NADiRinforma propone l'intervista a Paulos, un rifugiato proveniente dall'Eritrea, che come tanti altri ha avuto dall'Italia lo status di rifugiato solo sulla carta. Infatti, come prevede la convenzione di Ginevra, i rifugiati hanno dei diritti acquisiti nello Stato in cui vengono accolti, diritti negati in Italia.E' per richiedere questi diritti che un gruppo di rifugiati provenienti dal Corno d'Africa, stanno lottando da quasi 5 mesi a Milano, stanno dormendo per strada in P.zza Oberdan, ed hanno subito da parte di Comune, Questura, Polizia municipale, Nettezza urbana,Polizia di stato qualunque tipodi vessazione. La Questura ha persino chiesto la revoca dello status di rifugiato per coloro che più si sono esposti nella lotta, ovviamente la commissione di Roma non ha ritenuto esserci i presupposti per revocare. Ma questo è il trattamento riservato a coloro che non ci stanno alle regole imposte ed alzano la testaper chiedere un trattamento umano a cui,peraltro, hanno diritto anche legalmente.In appoggio alla lotta dei "rifugiati di P.zza Oberdan" si sono schierate associazioni e comitati antirazzisti oltre a tanta gente comune che ha dato vita ad un circuito di solidarietà come testimoniano le partecipate "notti bianche" ed i piccoli gesti di vera accoglienza di tutti i giorni.I rifugiati insieme a queste associazioni hanno richiesto alla questura il permesso per manifestare in corteo davanti al Comune, ma anche questo è stato negato. E' chiaro l'intento delle istituzioni di far morire questa coraggiosa lotta nel silenzio. Anche i mass-media riportano solo le bugie che leistituzioni vogliono far loro riportare ed alcuni giornalisti hanno persino detto che loro ci saranno per questa lotta quando ci sarà "violenza".I rifugiati non vogliono la violenza, che ben conoscono nei loro paesi d'origine e dalla quale fuggono. Vogliono portare avanti una lotta pacifica per i loro diritti e lo stanno facendo, anche se sono ormai stanchi e convinti di lottare contro "un muro",come dice Paulos, ed hanno acquisito laconsapevolezza che in Italia i diritti umani non esistono. Alcuni di loro sono andati in altri paesi dove, si hanno notizie, abbiano ricevuto il trattamento sancito dalla convenzione di Ginevra.Da questo la richiesta dei rifugiati " cancellate le nostre impronte digitali e dateci la possibilità di andarcene da questo paese che non ci vuole".Anche questo non è loro permesso. Debbono stare in Italia continuare a dormire per strada o in luoghi di fortuna, mangiare alla Caritas e non poterlavorare o avere una tessera sanitaria perché non hanno una residenza.I rifugiati di" Piazza Oberdan" sono, però, convinti che, anche se non hanno ancora ottenuto una casa, hanno ottenuto grandi vittorie. Sicuramente hanno portato a conoscenza di tante persone, e non solo in Italia, la loro situazione,sono stati capaci di sollecitare intorno a loro tanta solidarietà edhanno conquistato la loro dignità di esseri umani anche di fronte alle istituzioni che continuano a negare i loro diritti.Per ulteriori informazioni: rifugiati.milano@gmail.com

Visita il sito: www.a3f.org

Sette Storie tra... Troppe

" Sette storie tra... Troppe" è il risultato di un tentativo di condivisione di vitacon 7 ragazzi di Gulu, in nord Uganda, rapiti quando erano bambini dalla Lord's Resistance Army.Nighty, Geoffrey, Vicky, Daniel, Richard, Denis e Charles sono i protagonisti di questo Dvde fanno parte del gruppo "POO PIWA" o REMEMBER US, un progetto di riscatto umano ereinserimento sociale rivolto ai soggetti più discriminati, i cosiddetti "Returnees".Il progetto comprende attività di microcredito, ma questa è solo una parte, difficilema solo una piccola parte compresa in un progetto educativo più ampio, fatto di relazioni,di condivisione, di fiducia, di voglia di riprendesi in mano la vita, ma anche di difficoltà, ostacoli,incomprensioni... insomma, è la storia del vivere insieme. Storia di uomini e di donne che tentanodi camminare insieme nonostante tutto. Sono sette vite, sette storie non difficili da sentirein nord Uganda. Purtroppo sono sette storie tra troppe!

Pittore perseguitato da 40 anni con TSO - Michele Puglia-

Questo è un uomo giudicato ed etichettato dalla psichiatria come una persona che non è in grado di badare a se stessa, di amministrarsi la propria pensione,di pensare secondo i criteri della cosidetta "normalità".Questo è un uomo che non ha più la possibilità di essere libero, di mangiare a casa sua quando vuole lui, di farsi un viaggio, di dipingere le sue bellissime opere d'arte.Questo è l'esempio lampante di quanto siano lesive per i diritti umani le procedure psichiatriche ed i trattamenti sanitari coatti.vedi anche: www.nopsichiatria.com Franco Basaglia probabilmente si rivolterebbe nella tomba se vedesse come hanno trasfigurato il suo pensiero.Questo è solo un breve trailer dell' intervista che stiamo realizzando sul pittore Michele Pugliapresto verrà montata e distribuita su internet,per mostrare al mondo cosa è nella pratica la psichiatria e qualè la sua funzione effettiva nella nostra società.Ma non limitiamoci a denigrare la psichiatria, il vero problema è la delega, questa comporta nella stragrande maggioranza dei casi, la perdita della libertà individuale, in favore del mantenimento dello status quò.Michele è costretto ad assumere ancora psicofarmaci che gli impediscono di avere un lavoro, (e di guadagnare come si deve) da come lo sentirete parlare potrete desumerne che è autosufficiente ed in grado di badare a se stesso da solo, ma nonostante tutto è deresponsabilizzato perchè l'amministrazione della sua misera pensione di 500 € (da un giorno all'altro gliela hanno abbassata di 300 €) è affidata alla sorella, in più è costretto a recarsi 2 volte al giorno in una struttura psichiatrica per prendere delle medicine,quando vi si oppone perchè magari quel giorno ha da sbrigare questioni importanti gli viene applicata immediatamente la procedura chiamata TSO, il regime di ASO (accertamento sanitario obbligatorio) ha la stessa ferocia della libertà condizionale, peccato che Michele non ha mai commesso nessun reato........

Visita il sito: www.nopsichiatria.com

Morte in TSO - Edhmund hiden -Bologna 2007

Edhmun Hiden era un Nigeriano regolare di 34 anni, amato dalla comunità. Volontario si reca all'ottonello di Bologna (reparto psichiatrico). viene legato tutta la notte e sedato. Il giorno dopo vuole tornare a casa ma di tutta risposta la psichiatra senza neanche ascoltarlo gli si avvicina con una siringa. Lui si agita, si spaventa, addirittura chiamano la polizia che entra contro i regolamenti nel reparto.
Muore il 27 maggio 2007 con la sorella che assiste alla scena da dietro il vetro del reparto. La comunità sconvolta scende in piazza e chiede la verità. Ad oggi la risposta delle autorità non soddisfa la comunità nigeriana. "morto per cause naturali"...come se essere legati e sedati con potenti psicofarmaci contro la propria volontà fosse da definirsi cause "nautrali..."Sembra fantascienza, ed invece è la cruda realtà delle procedure psichiatriche, è legale difatti la procedura del T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio); una tortura che infrange i più basilari diritti dell'uomo.

Visita il sito: www.ltmd.it