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Se avessi dovuto o voluto scrivere tutto o gran parte di quello che ho visto, ho saggiato, ho provato sulla mia pelle in quasi 5 lustri nel panorama musicale, mi ci sarebbero voluti anni e tanti libri.Dirò invece solo una delle tante cose che mi sono capitate personalmente, e su come funziona in linea di massima il mondo musicale, dalle major discografiche alle radio. Anche le etichette indipendenti non sono da meno.Un giovane che fa music a o che sa cantare o che sa comporre testi interessanti, deve solo sperare di avere parenti o amici che facciano già parte del settore, un po' come per i notai, gli avvocati, i politici.Ogni tanto sembra che vi sia qualche eccezione, qualche talento scovato tra gli sascaffali di un supermercato, o mentre rovista nei bidoni dell'immondizia. Tutto finto, come sono finte e copiate le canzoni di quelli che vengono definiti artisti, ma sui quali in pochi, veramente pochi si prendono la briga di verificare se le proprie "opere" siano realmente originali e dagli stessi create.La musica è diventata una sorta di karaoke per alcuni "fortunati", e mentre abbiamo toccato il fondo, ci gustiamo quello che le radio(non tutte) ci propinano facendoci credere che in fondo... la musica e le canzoni siano veramente quella roba lì.

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4 commenti


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27 Aprile 2009
10:35

Ieri sera su RAI TRE a GLOB Curzio Maltese ha detto una cosa interessante ma che già si sapeva, ha detto: Tutti quelli che sono al successo non lo sono per meritocrazia e questo è un dato di fatto; i migliori in qualsiasi campo di solito vengono messi da parte e vanno avanti i raccomandati e i parenti. Questa è l'Italia ormai da decenni e non ci scandalizza più niente, chiunque ha una poltrona se la tiene stretta anche se per arrivarci non ha certo dovuto fare fatica. E' così che vanno le cose qui da noi, e probabilmente siamo messi male proprio perchè persone che dovrebbero ricoprire ruoli importanti nella sanità e nei vari ministeri devono invece andarsene all'estero per avere udienza. Non credo che questo paese possa durare a lungo in questo modo, perchè quando si costruisce con la sabbia sull'acqua non può essere che una cosa duri per molto tempo, all'apparenza va tutto bene ma in realtà è solo apparenza.

Corrado

25 Aprile 2009
13:15

Questa è uno scivolone, una caduta di stile assurda da parte di Moreno Corelli. é stato zitto per 15/20 anni e poteva continuare a tacere senza bisogno di dire le cose in questo momento. Se questa uscita è per preparare la promozione al prossimo album in uscita ci può stare ma per il resto non frega niente a nessuno, lo sappiamo tutti come funziona e a quanto pare va tutto bene così dal momento che nessuno si è lamentato.

Mauro Demarco

24 Aprile 2009
12:05

Qui Corelli dice che non vuole denunciare ma in realtà questa è una denuncia bella e buona. Mi meraviglio solo che non lo abbia fatto all'epoca dove poteva sicuramente trarne vantaggi e profitti. Mettere in guardia i giovani che si avvicinano per le prime volte al mondo della musica, facendolo dopo che le frittate sono fatte mi pare inutile, questa dichiarazione andava fatta anni fa quando c'era forse ancora qualche spiraglio per potere controllare qualcosa, oggi è impossibile controllare un mondo impenetrabile come quello dello spettacolo e della musica perchè è evidente a tutti che è basato solo sulle conoscenze, spinte e spintarelle politiche e quanto altro. Video inutile secondo me, fuori tempo totalmente.

Alessandro Morini

24 Aprile 2009
08:38

Il problema delle raccomandazioni c'è da tanto tempo. Io mi sono laureato in giurisprudenza due anni fa eppure non avendo uno storico paterno alle spalle sto lavorando (praticamente a gratis) dentro uno studio associato. I lavori che facciamo io ed altri miei colleghi vengono "guadagnati" dai titolari che ne beneficiano alla grande come fossero propri, è questo il vero scandalo che nessuno denuncia. Non mi meraviglio che nello spettacolo e nella musica sia uguale. Fin tanto che non ci saranno regole non ci saranno sbocchi per nessuno, la meritocrazia è deceduta insieme alla musica e alla coscienza delle persone.

Maurizio Bonomi