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13/08/2012 13:30:50 - 447 letture
Scappa via dai mostri a 13 anni venduta e violentata dalla Macedonia a Venezia

Ce l’ ha fatta una  piccola grande donna di 13 anni a scappare via, ribellarsi e fuggire dai mostri di genere femminile e maschile che ha incrociato nella sua brevissima vita: “La ragazzina ha raccontato di essere stata venduta per 3.000 euro in Macedonia dalla propria famiglia a un’altra del suo Paese, ma residente a Venezia, come promessa sposa per il loro figlio 17enne. Arrivata in Italia assieme alla futura suocera, la 13enne ha tentato di ribellarsi, subendo però violenza sessuale completa da parte del ragazzo. Questi è stato aiutato dalla madre, che immobilizzava la giovane e incitava il figlio a compiere il suo «dovere». Per il tentativo di fuga, tra l’altro, la 13enne è stata segregata in casa, sistematicamente picchiata e punita immergendola nella vasca da bagno, dove le sono state procurate delle bruciature alle gambe utilizzando un filo elettrico.”


E così  sarà gioco facile  odiare altri popoli, altro da noi, come quello macedone.


Ricordo per la cronaca “giudiziaria”  che un’ altra giovanissima 14enne, in Afghanistan a giugno scorso , Sahar Gul  fu  picchiata per mesi in casa dell’uomo che era stata costretta a sposare. Era stata venduta dal fratello per pagare debiti di gioco e costretta al matrimonio con un soldato dell’esercito afghano. In casa del marito, per sei infiniti mesi la bambina subì  torture e violenze di ogni tipo, fisiche, psicologiche e sessuali, ad opera della “famiglia”. Arrivò in ospedale in condizioni drammatiche: capelli e unghie strappati, lividi e ustioni su tutto il corpo, un dito tagliato. Era costretta a vivere in una cantina senza finestre, perennemente al buio: qui l’ha trovò  la Polizia.Ottenne giustizia: i suoi torturatori furono condannati a 10 anni di carcere.


Sappiamo benissimo chi è stato, sempre, dentro e fuori la nostra casa, in Italia, nel nostro paese e io voglio credere nella forza della denuncia.Il silenzio ci uccide.


Doriana Goracci


VIDEO E FOTO SU http://www.reset-italia.net/2012/08/13/scappa-via-dai-mostri-a-13-anni-venduta-e-violentata-dalla-macedonia-a-venezia/#.UCjhx0RaMUl


La cronaca racconta che “Una 13enne venduta per 3.000 euro come promessa sposa ad una famiglia macedone che l’ha poi violentata, segregata e torturata con un filo elettrico è stata messa sotto protezione dalla squadra mobile di Venezia, che ha arrestato il futuro sposo 17enne e la madre di quest’ultimo. Le indagini della ‘mobile’ lagunare sono iniziate il 2 agosto, quando gli agenti sono intervenuti a Marghera (Venezia) dove alcuni cittadini avevano segnalato la presenza di una ragazzina che chiedeva aiuto e con il volto completamente tumefatto. La giovane è stata portata in ospedale: i medici hanno riscontrato diversi traumi e bruciature sulle gambe e hanno disposto il ricovero con una prognosi di circa un mese. La ragazzina ha raccontato di essere stata venduta per 3.000 euro in Macedonia dalla propria famiglia ad un’altra del suo paese, ma residente a Venezia, come promessa sposa per il loro figlio 17enne. Arrivata in Italia assieme alla futura suocera, la 13enne ha tentato di ribellarsi, subendo però violenza sessuale completa da parte del ragazzo. Questi è stato aiutato dalla madre, che immobilizzava la giovane ed incitava il figlio a compiere il suo ‘dovere’. Per il tentativo di fuga, tra l’altro, la 13enne è stata segregata in casa, sistematicamente picchiata e punita immergendola nella vasca da bagno, dove le sono state procurate delle bruciature alle gambe utilizzando un filo elettrico. Sulla base degli accertamenti svolti la polizia ha dapprima sottoposto a fermo di polizia giudiziaria il 17enne macedone e poi ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti della madre del giovane. Questa nel frattempo era fuggita, nascondendosi a Napoli, dove è stata rintracciata con il sostegno della ‘mobile’ partenopea. Madre e figlio sono accusati di violenza sessuale aggravata ai danni di minore, maltrattamenti aggravati, lesioni aggravate.”


Commenti alla lettera

2012-08-17 15:47:22

Ho letto solo ora i particolari in cronaca e a mio avviso vanno conosciuti. Non finirò di meravigliarmi per il coraggio di questa piccoia grande donna:http://www.veneziatoday.it/cronaca/bambina-venduta-sposa-venezia-storia.html


Bambina venduta in sposa a Venezia, la sua versione
„E' in gamba. In molti si potrebbero chiedere come possa affrontare tutto questo a 13 anni, come possa essere serena nel ricordare torture, violenze, minacce. La sposa-bambina rimasta ostaggio del suo promesso sposo 17enne e della madre "orca" da metà aprile a pochi giorni fa in un appartamento di Marghera, ieri è comparsa davanti al giudice Licia Marino, per ricostruire quanto ha dovuto subire: violentata dal giovane compagno, che poi ha "consegnato" il lenzuolo sporco di sangue alla madre affinché potesse essere mostrato a parenti e amici, accorsi per quella che poteva avere tutti i crismi di una festa per celebrare la verginità perduta. Poi botte, ustioni, azioni denigratorie. La tredicenne ha ripercorso per filo e per segno l'incubo in cui era piombata, dopo che i genitori macedoni, poverissimi, come ha precisato quasi a giustificarli la stessa giovane, l'avevano venduta per 3mila euro a una famiglia di connazionali.

Le lacrime sono scese sulle guance della ragazza solo nel momento in cui ha dovuto ricordare la tortura più terribile: quando è stata messa nella vasca e torturata con delle scariche elettriche causate dal cavo di un computer. Quella pratica le ha provocato ustioni in tutto il corpo.

La piccola è arrivata nella sede del Tribunale dei minori, in via Forte Marghera, giovedì a mezzogiorno, vestita come una qualsiasi teenager. Il suo racconto inchioda il promesso sposo e la madre, N.J. I primi "sintomi" che quello non sarebbe stato un soggiorno piacevole la tredicenne li ha avuti subito dopo aver conosciuto il giovane, per il ritorno del quale aveva dovuto attendere due settimane affinché potesse uscire dalla comunità di recupero per tossicodipendenti in cui si trovava. I primi sguardi e a tutti fu chiaro che i due non si piacevano. Poi la richiesta del ragazzo di fargli un caffè. Dopo averlo bevuto, evidentemente non gli deve essere piaciuto per qualche motivo. Subito dopo, infatti, è scattato subito un pugno al volto. E questo sarebbe stato solo l'inizio.

Le botte sono arrivate ogni giorno. Poi le torture, come quella con i fili elettrici, o l'imposizione di stare in piedi tutta la notte guardando il muro perché il suo compagno non la voleva a letto. Con la futura suocera sempre presente a controllare e incoraggiare quelle pratiche violente. Anzi, dal racconto della giovane sembrerebbe lei la vera "regista" dell'incubo.“


Bambina venduta in sposa a Venezia, la sua versione
„Il marito della donna in ogni caso sapeva, e non avrebbe cercato di liberare la sua ospite da quelle angherie. Avrebbe picchiato il proprio figlio però, intimandogli di non toccare più quella tredicenne che ora dovrà convivere per sempre con ciò che ha dovuto subire. In primis lo strupro. A tredici anni. Ma lei, nonostante tutto, va avanti.“


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-- Doriana Goracci
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