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Totale: 12

Trenta anni di solitudine

Nel 1975, scacciata dall'invasione dell'esercito marocchino che occupa il loro territorio, la popolazione saharawi (nomadi abitanti del deserto del Sahara) sono dovuti fuggire e hanno trovato riparo in Algeria, in 5 campi profughi alle porte di Tindouf. D'allora vivono ancora lì, profughi e dimenticati dalla comunità internazionale che non fa abbastanza per far rispettare i diritti di un popolo che non ha ricchezze da sacrificare sull'altare della politica.
Questo video, dell'associazione Africa70 che si occupa di loro, mostra la precarietà delle condizioni di vita di questa gente.
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08)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo

08)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo
Conclusioni
La fine della guerra in Jugoslavia ha lasciato ferite ancora aperte
Le guerre moderne non si possono scindere dalle immagini che le raccontano e rappresentano. Il conflitto nella ex Jugoslavia non fa differenza e, a parte i massacri e le stragi, resta impressa nella memoria collettiva la firma degli Accordi di Dayton (dal nome della città Usa dove si tenne la cerimonia della firma). Il 21 novembre 1995, dieci anni fa. Un tavolo, una stanza elegante, i potenti della terra in piedi e quelli che all'epoca erano i capi di Stato di Bosnia, Croazia e Serbia seduti mentre firmano la pace. Ma quale pace? Sicuramente quella che mette a tacere i fucili, e non è poco, ma anche quella che non ha saputo fare giustizia e che, nell'opinione della grande maggioranza delle genti dei Balcani ha lasciato il gusto amaro di una presa in giro.
Il videodossier è una produzione PeaceReporter
a cura di Christian Elia, Mario Garaffa e Federico Santarelli
Guarda il dossier di PeaceReporter
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07)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo

07)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo
Intervista a Renzo Scapolo, associazione "Sprofondo"
La fine della guerra in Jugoslavia ha lasciato ferite ancora aperte
Le guerre moderne non si possono scindere dalle immagini che le raccontano e rappresentano. Il conflitto nella ex Jugoslavia non fa differenza e, a parte i massacri e le stragi, resta impressa nella memoria collettiva la firma degli Accordi di Dayton (dal nome della città Usa dove si tenne la cerimonia della firma). Il 21 novembre 1995, dieci anni fa. Un tavolo, una stanza elegante, i potenti della terra in piedi e quelli che all'epoca erano i capi di Stato di Bosnia, Croazia e Serbia seduti mentre firmano la pace. Ma quale pace? Sicuramente quella che mette a tacere i fucili, e non è poco, ma anche quella che non ha saputo fare giustizia e che, nell'opinione della grande maggioranza delle genti dei Balcani ha lasciato il gusto amaro di una presa in giro.
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06)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo

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Intervista a Kada Hotic, "Associazione madri enclave di Srebrenica e Zepa"
La fine della guerra in Jugoslavia ha lasciato ferite ancora aperte
Le guerre moderne non si possono scindere dalle immagini che le raccontano e rappresentano. Il conflitto nella ex Jugoslavia non fa differenza e, a parte i massacri e le stragi, resta impressa nella memoria collettiva la firma degli Accordi di Dayton (dal nome della città Usa dove si tenne la cerimonia della firma). Il 21 novembre 1995, dieci anni fa. Un tavolo, una stanza elegante, i potenti della terra in piedi e quelli che all'epoca erano i capi di Stato di Bosnia, Croazia e Serbia seduti mentre firmano la pace. Ma quale pace? Sicuramente quella che mette a tacere i fucili, e non è poco, ma anche quella che non ha saputo fare giustizia e che, nell'opinione della grande maggioranza delle genti dei Balcani ha lasciato il gusto amaro di una presa in giro.
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05)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo

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Intervista ad Agostino Zanotti, vittima di guerra a Tuzla nel 1992
La fine della guerra in Jugoslavia ha lasciato ferite ancora aperte
Le guerre moderne non si possono scindere dalle immagini che le raccontano e rappresentano. Il conflitto nella ex Jugoslavia non fa differenza e, a parte i massacri e le stragi, resta impressa nella memoria collettiva la firma degli Accordi di Dayton (dal nome della città Usa dove si tenne la cerimonia della firma). Il 21 novembre 1995, dieci anni fa. Un tavolo, una stanza elegante, i potenti della terra in piedi e quelli che all'epoca erano i capi di Stato di Bosnia, Croazia e Serbia seduti mentre firmano la pace. Ma quale pace? Sicuramente quella che mette a tacere i fucili, e non è poco, ma anche quella che non ha saputo fare giustizia e che, nell'opinione della grande maggioranza delle genti dei Balcani ha lasciato il gusto amaro di una presa in giro.
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04)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo

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Intervista a Stasa Zajovic, "Donne in Nero" di Belgrado
La fine della guerra in Jugoslavia ha lasciato ferite ancora aperte
Le guerre moderne non si possono scindere dalle immagini che le raccontano e rappresentano. Il conflitto nella ex Jugoslavia non fa differenza e, a parte i massacri e le stragi, resta impressa nella memoria collettiva la firma degli Accordi di Dayton (dal nome della città Usa dove si tenne la cerimonia della firma). Il 21 novembre 1995, dieci anni fa. Un tavolo, una stanza elegante, i potenti della terra in piedi e quelli che all'epoca erano i capi di Stato di Bosnia, Croazia e Serbia seduti mentre firmano la pace. Ma quale pace? Sicuramente quella che mette a tacere i fucili, e non è poco, ma anche quella che non ha saputo fare giustizia e che, nell'opinione della grande maggioranza delle genti dei Balcani ha lasciato il gusto amaro di una presa in giro.
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03)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo

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Intervista a Bozidar Stanisic, scrittore bosniaco
La fine della guerra in Jugoslavia ha lasciato ferite ancora aperte
Le guerre moderne non si possono scindere dalle immagini che le raccontano e rappresentano. Il conflitto nella ex Jugoslavia non fa differenza e, a parte i massacri e le stragi, resta impressa nella memoria collettiva la firma degli Accordi di Dayton (dal nome della città Usa dove si tenne la cerimonia della firma). Il 21 novembre 1995, dieci anni fa. Un tavolo, una stanza elegante, i potenti della terra in piedi e quelli che all'epoca erano i capi di Stato di Bosnia, Croazia e Serbia seduti mentre firmano la pace. Ma quale pace? Sicuramente quella che mette a tacere i fucili, e non è poco, ma anche quella che non ha saputo fare giustizia e che, nell'opinione della grande maggioranza delle genti dei Balcani ha lasciato il gusto amaro di una presa in giro.
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02)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo

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Intervista a Nicole Janigro, saggista e giornalista
La fine della guerra in Jugoslavia ha lasciato ferite ancora aperte
Le guerre moderne non si possono scindere dalle immagini che le raccontano e rappresentano. Il conflitto nella ex Jugoslavia non fa differenza e, a parte i massacri e le stragi, resta impressa nella memoria collettiva la firma degli Accordi di Dayton (dal nome della città Usa dove si tenne la cerimonia della firma). Il 21 novembre 1995, dieci anni fa. Un tavolo, una stanza elegante, i potenti della terra in piedi e quelli che all'epoca erano i capi di Stato di Bosnia, Croazia e Serbia seduti mentre firmano la pace. Ma quale pace? Sicuramente quella che mette a tacere i fucili, e non è poco, ma anche quella che non ha saputo fare giustizia e che, nell'opinione della grande maggioranza delle genti dei Balcani ha lasciato il gusto amaro di una presa in giro.
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a cura di Christian Elia, Mario Garaffa e Federico Santarelli
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01)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo

01)- Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo
Introduzione
La fine della guerra in Jugoslavia ha lasciato ferite ancora aperte
Le guerre moderne non si possono scindere dalle immagini che le raccontano e rappresentano. Il conflitto nella ex Jugoslavia non fa differenza e, a parte i massacri e le stragi, resta impressa nella memoria collettiva la firma degli Accordi di Dayton (dal nome della città Usa dove si tenne la cerimonia della firma). Il 21 novembre 1995, dieci anni fa. Un tavolo, una stanza elegante, i potenti della terra in piedi e quelli che all'epoca erano i capi di Stato di Bosnia, Croazia e Serbia seduti mentre firmano la pace. Ma quale pace? Sicuramente quella che mette a tacere i fucili, e non è poco, ma anche quella che non ha saputo fare giustizia e che, nell'opinione della grande maggioranza delle genti dei Balcani ha lasciato il gusto amaro di una presa in giro.
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a cura di Christian Elia, Mario Garaffa e Federico Santarelli
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Video-dossier: Dayton, dieci anni dopo

La fine della guerra in Jugoslavia ha lasciato ferite ancora aperte
Le guerre moderne non si possono scindere dalle immagini che le raccontano e rappresentano. Il conflitto nella ex Jugoslavia non fa differenza e, a parte i massacri e le stragi, resta impressa nella memoria collettiva la firma degli Accordi di Dayton (dal nome della città Usa dove si tenne la cerimonia della firma). Il 21 novembre 1995, dieci anni fa. Un tavolo, una stanza elegante, i potenti della terra in piedi e quelli che all'epoca erano i capi di Stato di Bosnia, Croazia e Serbia seduti mentre firmano la pace. Ma quale pace? Sicuramente quella che mette a tacere i fucili, e non è poco, ma anche quella che non ha saputo fare giustizia e che, nell'opinione della grande maggioranza delle genti dei Balcani ha lasciato il gusto amaro di una presa in giro.
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