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Totale: 11

La linea persa di Addis Abeba - impulso video 16

Il discorso di Thomas Sankara all'Oua (Organizzazione per l'Unità Africana) del luglio '87 sul debito accumulato e che l'Africa compatta non devepagare all'Occidente, diventa, nella rielaborazione elettronica, ora carezza virtuale, ora vibrazione emozionale raddoppiata, sua e del forum, orastraziante elogio funebre.Quel consesso, rapito dall'oratore più spiritoso, convincente e charmant dell'intera storia rivoluzionaria, sta infattidecidendo di far tacere l'africano più libero e degno di rispetto mai salito al potere. E lui lo sa. [tratto da un articolo diRoberto Silvestri su "il manifesto"]Attendendo.... Même Pére Même Mére
Invitato al Festival Internazionale del Cinema e delle Arti 1000 (o)cchi di Trieste ed al Sulmona Cinema Film Festival
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Lettera al Milano Film Festival. Verso la scatola Magica.

Impulso video 14
Coloro che da sempre parlano di crisi del cinema, come i cattolici parlano di crisi della morale, o i politici di crisi della politica, soffrono per questalenta agonia, formano movimenti, squadre di "centoautori", come mercenari ritrovati in un'identica guerra, senza accorgersi che al di là di quel sistema incui regna la corruzione esistono infinite strade. Ma per ogni strada da intraprendere non vi è libertà di scelta, vi è semmai una scelta fondamentale, l'unica.
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Opinione al femminile - Rita Borsellino

Opinione al femminile è una trasmissione televisiva trasmessa da una piccola emittente in provincia di catania. In questa puntata l'ospite è la candidata alla presidenza della regione sicilia
Rita Borsellino che ci racconta il perchè della sua scelta lasciandoci intravedere quel futuro che soltanto attraverso lei, oggi, è possibile immaginare in Sicilia.

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Marco Benanti, giornalista, parla del sistema di potere a Catania

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.

Intervista al senatore di Rifondazione Comunista Giovanni Russo Spena, sul caso Telecolor e l'info

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.

Alfio Sciacca, caporedattore di Telecolor ci parla di Catania e dell?informazione

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.

Intervista ad Ada Mollica redattrice storica di Telecor

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.

Nicola Savoca, fiduciario di redazione, spiega cos?è la vertenza Telecolor

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.

Palermo 4 dicembre 2005

La notte del quattro dicembre nella sede dell'arci di Palermo,i ragazzi e le ragazze del comitato Rita Presidente, fanno la conta deivoti delle primarie in Sicilia. Rita Borsellino vincerà con oltre il 70% delle preferenze.In queso video il racconto di quella notte, tra l'entusiasmo generale, il brindisi, i primicommenti di Rita Borsellino, Leoluca Orlando, Claudio Fava, Addio Pizzo e Francesco Forgione.
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Locri, 4 Novembre 2005

A seguito dell'uccisione dell'onorevole Francesco Fortugno i ragazzi della locride hanno dato vita a un movimento antimafia in Calabria. Il 4 novembre una grande manifestazione a Locri ha visto riunite più di diecimila persone provenienti da tutta Italia. In questo video il racconto di quella giornata.
(In chiusura un brano della catena di San Libero del giornalista Riccardo Orioles).

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