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Categoria: Malastrada.film

Totale: 18

Intervista ad Ada Mollica redattrice storica di Telecor

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.

Nicola Savoca, fiduciario di redazione, spiega cos?è la vertenza Telecolor

Noto a pochi l'iter di licenziamento di 9 giornalisti e 7 tecnici dell'emittente televisiva catanese Telecolor che dopo anni di lavoro per sopraggiunte e fantomatiche crisi economiche del gruppo Ciancio hanno ricevuto un simpatico avviso con il quale viene messo a repentaglio il loro posto di lavoro nonchè il loro destino professionale e umano.
La vicenda di Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo, Michela Giuffrida e dei 7 tecnici anonimi (quelli che mandano avanti una televisione) non si prefigura soltanto come un problema meramente sindacale, ma rimette in campo una questione forte che aleggia nell'aria torbida di Catania almeno dagli anni 80, vale a dire il monopolio dell'informazione da parte del più grosso editore del sud, l'editore del quotidiano La Sicilia , Mario Ciancio Sanfilippo. Sino ad oggi, nessun gruppo imprenditoriale, nessuna forza politica, ha mai ritenuto necessario fare la guerra al monopolista. Cosicché oggi, essere licenziato da una delle emittenti di Ciancio significa essere spazzato via dal settore dell'informazione.
Chi potrebbe assumere i nove giornalisti se le uniche testate esistenti in città appartengono allo stesso uomo che ha fatto notificare i licenziamenti?
I giornalisti di Telecolor non sono ragazzini, non fanno praticantato e non sono nemmeno dei semplici pubblicisti. Sono professionisti, che hanno regalato (a questo punto) vent'anni del loro lavoro, per un'emittente che adesso vorrebbe rigettarli senza tanti sentimentalismi.In queste interviste i giornalisti ci spiegano cosa stà accadendo.

Palermo 4 dicembre 2005

La notte del quattro dicembre nella sede dell'arci di Palermo,i ragazzi e le ragazze del comitato Rita Presidente, fanno la conta deivoti delle primarie in Sicilia. Rita Borsellino vincerà con oltre il 70% delle preferenze.In queso video il racconto di quella notte, tra l'entusiasmo generale, il brindisi, i primicommenti di Rita Borsellino, Leoluca Orlando, Claudio Fava, Addio Pizzo e Francesco Forgione.
Visita il sito: www.malastradafilm.com

Locri, 4 Novembre 2005

A seguito dell'uccisione dell'onorevole Francesco Fortugno i ragazzi della locride hanno dato vita a un movimento antimafia in Calabria. Il 4 novembre una grande manifestazione a Locri ha visto riunite più di diecimila persone provenienti da tutta Italia. In questo video il racconto di quella giornata.
(In chiusura un brano della catena di San Libero del giornalista Riccardo Orioles).

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Chiudere un giorno per non chiudere per sempre

Con la finanziaria 2006 il FUS (Fondo Unico dello Spettacolo) sarà drasticamente tagliato del 40%. In pericolo è l'esistenza di circa 5mila aziende, il posto di oltre 60mila addetti, con il conseguente aggravarsi della crisi culturale in cui il paese sprofonda ormai da anni. Il 14ottobre a Roma il mondo dello spettacolo scende in piazza per una "battaglia di pura sopravvivenza".
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Riccardo Orioles e Marco Benanti - discutono sul tema: INFORMAZIONE

Nel maggio del 2003 in occasione delle manifestazioni in ricordo di Peppino Impastato ucciso dalla mafia a Cinisi, i giornalisti indipendenti Riccardo Orioles e Marco Benanti, in streaming radio da Catania, discutevano sul tema: INFORMAZIONE.
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Intervista al giornalista Sebastiano Gulisano, redattore de I SICILIANI, AVVENIMENTI

Intervista al giornalista Sebastiano Gulisano, redattore de I SICILIANI, AVVENIMENTI, ed attuale direttore de L'ISOLA POSSIBLE, mensile siciliano distribuito in allegato al manifesto.
L'ISOLA POSSIBILE, è un giornale indipendente che s'innesta all'interno di un contesto regionale che soffre da troppo tempo il monopolio dell'informazione da parte dell'editore Mario Ciancio.
In questa intervista Gulisano spiega cosa significa oggi questa esperienza e quali sono i rapporti di potere tra stampa e politica di ieri e di oggi.
In chiusura anche una piccola descrizione dell'attuale governatore siciliano Totò Cuffaro, meglio conosciuto in certi ambienti come "il figlioccio" o "cioccolattino".
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Intervista al giornalista-operaio Marco Benanti

Intervista al giornalista-operaio Marco Benanti, licenziato dal suo posto di lavoro presso la base americana di sigonella (Sicilia) per aver scritto all'interno del sito www.erroneo.org, articoli sulla pace e contro l'intervento in Iraq.
In questo video cerchiamo di capirne le assurde ragioni.

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