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Categoria: Luogo Comune

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Amero amaro?

Hal Turner, un noto condutture radiofonico americano di estrema destra, ha chiuso i battenti.Turner sostiene di essere stato obbligato a farlo dai cosiddetti "poteri forti", perchè nel luglio scorso aveva rivelato che il governo americano si stava preparando a demonetizzare il dollaro, per sostituirlo con una nuova valuta, chiamata Amero. L'Amero dovrebbe andare a sostituire anche il dollaro canadese e il peso messicano, nel progetto di fusione dei tre stati che porterebbe alla creazione della cosiddetta "NAU", o Unione Nordamericana.Turner prevede scontri e sommosse popolari, quando verrà messa in atto quella che lui definisce "la più grande truffa della storia del mondo".Massimo Mazzucco

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Jonestown: il più grande suicidio di massa... del giornalismo mondiale

Si suggerisce a chi non conosca già bene l'argomento di leggere l'articolo per intero, prima di guardare il filmato.Chi ha più di quarant'anni ricorderà certamente Jonestown, e chi non lo ricorda ne avrà probabilmente letto la storia da qualche parte. Una "setta" di fanatici, guidata da un pazzo più fanatico di loro, che si suicida perchè si ritiene accerchiata dalle Forze del Male, rappresentate dalla nostra civiltà moderna.In occasione dell'anniversario dell'episodio, la scorsa settimana, la CNN ha mandato in onda un documentario intitolato "Escape from Jonestown", che narra l'esperienza dei pochi sopravvissuti alla carneficina. Il quotidiano La Stampa gli ha fatto eco, pubblicando un articolo che rappresenta una buona sintesi di quella che è passata alla storia come la versione ufficiale dei fatti.L'invito è a leggerlo con spirito critico, facendo nota di eventuali incongruenze o salti di logica nel racconto.(la versione abbreviata dell'articolo) Come dice il titolo, il più grande suicidio di massa fu, in quell'occasione, quello del giornalismo mondiale. Vediamo prima di tutto le contraddizioni più lampanti nell'articolo: 1 - Tutti avranno notato che "Jones non era uno dei soliti squilibrati", ma che "verso la metà degli anni Settanta, cominciò a dare segni di squilibrio".Quindi, era o non era uno squilibrato? Non lo era ma ci faceva, oppure lo era ma lo mascherava molto bene? (Insomma, squilibrati si nasce, o si diventa?) 2 - Vi è poi il fatto che "più di mille persone si trasferirono nella nuova «terra promessa»", ma che "i familiari dei seguaci della setta cominciarono a rivolgersi alla polizia per far tornare a casa i loro congiunti".Se si trasferirono di propria volontà, come si deduce dall'articolo, perchè mai farli tornare?3 - Notiamo che "la moglie del presidente Carter ... intratteneva con Jones regolare corrispondenza epistolare" e che "il vicepresidente Mondale" scrivesse "al «caro Jim»". "Sentendosi braccato", però, "Jones prese segretamente accordi con il governo della Guyana".Prima di tutto, come fa un predicatore qualunque - per giunta "rivoluzionario, eversivo e comunista" - ad avere amicizie così altolocate? E in quel caso, che bisogno aveva di prendere accordi segreti con la Guyana, per risolvere i propri problemi? Infine, perchè mai la Guyana dovrebbe inimicarsi Washington, ospitando un amico della presidenza USA caduto in disgrazia? Per pura simpatia? Le motivazioni date per la "fuga" di Jim Jones in Guyana - l'episodio che sta al centro di tutta la vicenda - appaiono decisamente improbabili.4 - Ci viene detto che le "indagini giudiziarie scoprirono frodi fiscali e addirittura torture e sequestri di persona all'interno della congregazione", ma che "in seguito alle varie indagini, nel 1978, il deputato californiano Leo Ryan si recò in visita a Jonestown per verificare cosa accadesse".Se già le indagini hanno scoperto torture e sequestri di persona, cosa c'è ancora "da verificare"? A cosa serve quella "visita", se già lo sai? Ad essere ammazzati, forse?5 - Leggiamo che "centinaia di persone bevvero un cocktail al cianuro, facendo la fila davanti a un enorme bidone pieno di cianuro", e che "Jones aspettò che tutti esalassero il loro ultimo respiro e si sparò un colpo di pistola alla tempia".Perchè lui la pistola? Il cianuro era finito? Con un bidone di cianuro si possono ammazzare tutti gli abitanti di una metropoli, volendo. (A quel punto non c'era più nemmeno la coda davanti al bidone....)Vi sono poi altri elementi noti della vicenda, non riportati dall'articolo, che faticano decisamente a reggersi in piedi:6 - La notizia originale del "suicidio di massa" parlava di circa 400 morti. Solo dopo molti giorni arrivò la correzione, che portava a oltre 900 la cifra conclusiva. Ci fu detto che il conteggio iniziale era stato fatto dall'elicottero, ma che poi sotto i cadaveri furono trovati altri cadaveri.Ora, è possibile che nessuno si sia domandato come facciano 400 corpi a coprirne altri 500?7 - Per 5 giorni nessun giornalista potè avvicinarsi al luogo del massacro.La cosa fu accettata come un dato di fatto, senza cercare in alcun modo di spiegarla, nè di ricollegarla al resto delle incongruenze riscontrate (ne riparliamo in seguito).8 - Nella stragrande maggioranza delle immagini i cadaveri compaiono allineati uno accanto all'altro, con il volto rivolto verso il basso.E' possibile che il cianuro "ingurgitato" porti tutti a morire proprio in quella posizione?9 - Inoltre, il cianuro procura una morte relativamente rapida, ma molto dolorosa, con forti convulsioni e spasmi tutt'altro che piacevoli da vedere. È possibile quindi che "gli ultimi della fila" (davanti al bidone di cianuro), abbiano continuato ad attendere impazienti il loro turno, nonostante questo Inferno Dantesco che man mano cresceva e prendeva corpo davanti a loro?10 - Leo Ryan è l'unico deputato americano che sia mai stato ucciso durante una missione parlamentare all'estero. Nonostante questo il governo americano non ha mai aperto una indagine ufficiale presso la Guyana, nè ha mai chiesto al suo governo di scoprire chi fossero "i seguaci della setta di Jones" che lo avrebbero ucciso.Di fronte a tutte queste incongruenze, qualunque giornalista dovrebbe almeno fare qualche verifica, invece di accontentarsi della pappa già pronta. Invece continuano tutti ad ingurgitarla ad occhi chiusi, e così la gente di oggi continua a ricevere lo stesso nutrimento di quella di ieri.Vediamo ora la storia di Jonestown nella versione molto più realistica e credibile, di cui si trova ampia documentazione in Internet.

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Quando i soldati piangono

Il reporter inglese Tim Hetherington ha vinto il Rory Peck Award - il prestigioso premio per i giornalisti freelance - con un documentario sulla guerra in Afghanistan. L'aspetto siginificativo di questa notizia è il taglio molto particolare del filmato, che mostra i soldati nella loro più cruda realtà quotidiana fatta di paura, di sudore, e a volte anche di lacrime. Il fatto di voler premiare un lavoro che punta decisamente il dito sull'assurdità della guerra, indica una chiara volontà di invertire la rotta rispetto al periodo di Bush e Blair, in cui i media ci propinavano il presidente americano vestito da aviatore, che atterrava sulle portaerei come un eroe dei fumetti. I media servono a propagandare le guerre di conquista, quando la popolazione senta la necessità impellente di difendersi - da un nemico che ovviamente non esiste, ma che essa percepisce come reale - ma fortunatamente sanno anche mostrarne l'aspetto più brutale e repellente, quando cominci a prevalere, nella popolazione stessa, il desiderio di porvi fine. Era accaduto così per il Vietnam, e ci si augura che questo premio sia il segnale di una inversione di rotta che ormai la maggior parte del mondo sente come necessaria, se non addirittura urgente e improrogabile.

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Colin Powell annuncia il suo appoggio ufficiale a Barack Obama

Un'altra dura mazzata per John McCain è arrivata ieri da Colin Powell, che ha scelto "Meet the Press" - la tribuna politica più importante in America - per annunciare il suo appoggio ufficiale a Barack Obama. E lo ha fatto in modo rumoroso. A danneggiare McCain non è solo il fatto che Powell sia una rispettata ed autorevole figura del partito repubblicano, ma sono stati i contenuti stessi del suo breve annuncio, nel quale ha riassunto in pochi minuti tutte le critiche più pesanti giunte a McCain nelle ultime settimane da ogni parte dello spettro politico. Naturalmente Powell, l'ex-ministro degli esteri che ai tempi della campagna d'Iraq fu letteralmente estromesso dalla junta di Cheney e Rumsfeld, non ha dimenticato di lanciare chiare accuse anche ai neocons, che avrebbero portato "troppo a destra" il partito repubblicano. Ma il fuoco del suo annuncio è stata una precisa, motivata e impietosa critica verso John McCain, che a sua volta si sarebbe fatto prendere di mezzo dalla destra repubblicana fino a diventare irriconoscibile.

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Passeggiata spaziale

Lo scorso 28 settembre i cinesi hanno realizzato la prima "passeggiata spaziale", ma sono stati accusati di avere messo in scena il tutto, nell'arco di nemmeno due ore. In altre parole, gli astronauti non erano nemmeno tornati a terra - sempre che l'abbiano lasciata, ovviamente - e già in rete circolavano i sospetti che la loro "storica impresa" fosse stata realizzata in una piscina, per simulare i movimenti in assenza di peso. A dimostrarlo ci sarebbero alcune bollicine d'aria, che sembrano sfuggire ogni tanto dal casco degli "astronauti", e una illuminazione generale particolarmente sospetta.

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Dr Tullio Simoncini: La causa del cancro è un fungo

Deriso, scacciato, offeso, calunniato, screditato e umiliato in casa propria, Tullio Simoncini ha dovuto attraversare l'oceano per ricevere il meritato applauso dopo 20 anni di lotta a favore di un' idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: il cancro è un fungo.Ospite d'onore alla 36ma Annual Cancer Convention - una kermesse di 4 giorni sulle cure alternative per il cancro, conclusasi ieri a Los Angeles - Tullio Simoncini ha presentato una serie di testimonianze precise e documentate che confermano la validità della sua teoria ad un pubblico composto sia di medici che di normali cittadini, venuti da ogni parte d'America per ascoltarlo. Dopo aver capito che il muro di gomma creato attorno a lui in Italia era diventato imperforabile, Simoncini ha raccolto le sue forze ed ha deciso di affrontare il leone direttamente nella tana: l'America, patria di uno dei più grandi poteri in assoluto al mondo - le industrie farmaceutiche - ma anche terra aperta alle innovazioni di ogni tipo, nel nome del progresso e della competizione. Simoncini ha iniziato con una serie di incontri e di conferenze minori, che lo hanno portato dal Texas alla Florida all'Oklahoma, mettendo in moto un sottile meccanismo di passaparola che si è immediatamente rivelato positivo: laddove in Italia raccoglieva cinismo, in America trovava entusiasmo. Dove in Italia raccoglieva derisione, in America trovava incoraggiamento. E dove in Italia raccoglieva offese, calunnie e umiliazioni, in America ha trovato il giusto riconoscimento al suo intenso lavoro, suggellato da una "standing ovation" finale, alla Convention di Los Angeles, che si vede molto raramente in convegni di questo tipo. La strada di Simoncini in realtà è appena iniziata, e gli ostacoli a cui andrà incontro nei prossimi mesi saranno probabilmente mille volte più impegnativi di quelli incontrati fino ad oggi. Ma ormai Simoncini ha dimostrato di essere sulla giusta strada, ha raccolto un numero sufficiente di testimonianze a suo favore, ed ha superato la soglia critica sotto la quale la sua teoria innovativa rischiava di restare sepolta per sempre nel buio dell'oscurantismo mediatico, che è il vero cancro della nostra società.Da domani lo attendono nuove lotte e nuovi dibattiti, nuove calunnie e nuovi successi, nuove umiliazioni e nuove rivincite. Ma nel frattempo la voce si sparge, il numero dei pazienti che guariscono continua ad aumentare, ed alla fine saranno loro a fare giustizia anche per coloro che nel passato hanno dovuto soccombere alla malattia a causa della cecità, dell'ignoranza e dell'egoismo altrui. Massimo Mazzucco

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Risolto il mistero del WTC7

Pochi giorni fa il NIST, l'Istituto Nazionale per gli Standard della Tecnologia, che era stato incaricato dal governo americano di analizzare i motivi del crollo del famoso "edificio 7" (il terzo grattacielo crollato a Manhattan l'11 di settembre) ha dato il suo responso ufficiale. Per la prima volta nella storia, un edificio in acciaio sarebbe crollato a causa di un semplice incendio. Anzi, la completa distruzione dell'edificio - un grattacielo di 47 piani - sarebbe stata causata dal cedimento di una sola colonna, che avrebbe innescato la sequenza devastatrice. Purtroppo la spiegazione, oltre ad essere poco credibile da un punto di vista tecnico, lascia senza risposta troppe domande rispetto all'accaduto. In questo articolo, scritto in forma ironica, potete trovare le più importanti.Massimo Mazzucco

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Seymour Hersh

Seymour Hersh - sempre lui - ha rivelato un incontro avvenuto un paio di mesi nell'ufficio di Dick Cheney, nel quale furono discusse diverse idee per provocare una guerra con l'Iran. L'incontro è avvenuto poco dopo la fallita provocazione navale nel golfo di Hormuz, fra una nave americana e una vedetta iraniana. Fra le nuove proposte c'era anche quella di vestire alcuni marinai americani da soldati iraniani, metterli su una finta vedetta iraniana, e farsi aggredire da loro, creando un incidente del tutto "casalingo". L'idea fu scartata perchè la nave americana aggredita avrebbe risposto al fuoco, causando probabili vittime fra gli americani della vedetta. Ma il fatto stesso che sia stata discussa - come suggerisce Hersh - descrive il livello a cui avvengono certe discussioni, da cui dipende la sicurezza del mondo intero. Quella dell'aggressione navale inoltre sembra una malattia dalla quale gli americani non riescono a liberarsi: a Cuba, nel 1898, si autoaffondarono il Maine, per fare guerra alla Spagna. Per entrare nella I guerra mondiale, fecero affondare il Lusitania. Per entrare nella II guerra mondiale, si fecero affondare mezza armata a Pearl Harbour. Nel Golfo del Tonchino finsero di essere aggrediti da una vedetta vietnamita, per dichiarare guerra al Vietnam. E di recente, dopo il fallito "attacco" da parte della vedetta iraniana nel Golfo di Ormuz, stavano già pensando ad una nuova versione dello stesso trito e ritrito incidente navale. A questo punto stupisce che non abbiano lanciato delle navi anche contro le Torri Gemelle. Massimo Mazzucco

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Estratti dal film: L'altra Dallas di Massimo Mazzucco

Il regista Massimo Mazzucco, già autore di "Inganno Globale" e "Il Nuovo Secolo Americano", ha appena terminato il suo nuovo film, intitolato "L'altra Dallas - Chi ha ucciso Robert Kennedy?". Questa è la sintesi che è stata messa in onda dalla trasmissione Matrix, lo scorso 6 giugno, in occasione del 40° anniversario dell'uccisione del senatore americano. Il film "L'Altra Dallas" analizza tutti i fatti relativi all'assassinio di Robert Kennedy, avvenuto il 6 giugno 1968 nelle cucine dell'Hotel Ambassador di Los Angeles, e conferma come il caso sia tutt'altro che risolto: nonostante vi siano almeno venti persone che hanno visto Sirhan Sirhan sparare a Kennedy, infatti, sono emersi nel corso del tempo svariati elementi che tendono decisamente a scagionarlo. Quello più importante è il numero totale di colpi sparati: furono 11, mentre la pistola di Sirhan poteva contenerne soltanto 8. Questo fatto basterebbe, da solo, a confermare la presenza di un secondo sparatore nelle cucine dell'albergo, e quindi di un complotto per uccidere Kennedy. Una registrazione audio, analizzata di recente da diversi laboratori specializzati, conferma che furono almeno dieci i colpi sparati quella sera. L'autopsia e le testimonianze inoltre suggeriscono che nessuno dei colpi mortali possa essere partito dalla pistola di Sirhan, il cui ruolo sarebbe stato invece quello di attrarre su di sè l'attenzione dei presenti, mentre il vero assassino - un professionista assoldato per l'occasione - agiva indisturbato alle spalle di Kennedy. Il film è accompagnato da una raccolta di materiali storici, fra cui un'intervista inedita di Sirhan dalla sua prigione in California, e alcuni dei più importanti discorsi fatti da Robert Kennedy nella sua breve carriera politica. QUI: shop.arcoiris.tv trovi tutte le informazioni aggiuntive e puoi inoltre acquistare il DVD.

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Jimmy Carter su Hamas

L'ex-presidente USA Jimmy Carter continua il suo paziente lavoro di intermediario ai massimi livelli per cercare di risolvere i più gravi problemi del mondo. Dopo un incontro con i dirigenti di Hamas, in Siria, Carter dichiara che Hamas è disposta ad accettare i confini del '67, ed è disposta soprattutto a riconoscere ed accettare Israele come stato confinante. Hamas vuole solo che le condizioni, che verranno messe a punto dal PM israeliano e dal presidente palestinese, vengano sottoposte all'approvazione degli stessi palestinesi. Pare però, a sentire Carter, che il problema nasca dal fatto che Israele e Stati Uniti non ne vogliano sapere di sedersi a un tavolo di trattativa con la Siria e con Hamas.
Cortesia di:
Massimo Mazzucco
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