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Categoria: Rototom Sunsplash Edizione 2006

Totale: 149

Prince Malachi - Rotototom Sunsplash 2006

Prince Malachi è alla sua prima apparizione in Italia: il suo vero nome è Mark Wynter ed è nato a Londra da genitori jamaicani nel 1969: dopo un lungo apprendistato musicale che lo vede all"opera come deejay sotto il nome di Federal nella scena dei sounds londinesi, ed altre esperienze esterne al reggae, Mark scopre Rastafari e ribattezzandosi Prince Malachi cambia il suo stile diventando un cantante e non più un deejay. Collabora con gli amici Noel Robinson e Bruno Wiener con cui fonda l"etichetta Mount Ararat per cui prepara il suo primo CD "Jah light", e nello stesso tempo vienèscopertò da Fatis "Xterminator" Burrell che lo vuole accanto a Luciano e Sizzla nel Kings Of The Heart Tour nel 1998. Oltre ad una serie di bellissimi singoli per Xterminator, esce un bellissimo album intitolatòProphet, priest and king" praticamente in contemporanea al suo discòinglesè "Jah light". In queste due releases si vedono le due anime di Prince Malachi: più intimista e deilcata quella di "Jah light", più spettacolare "soulful" quella del CD prodotto da Fatis Burrell, in cui Malachi riecheggia abbastanza nello stile il grande Luciano. La etichetta statunitense RAS ridistribuisce a livello mondiale il suòJah light" e pubblica nel 2000 un nuovo album nuovamente prodotto da Fatis Burrell intitolatòWatch over wè in cui Malachi passa dai suoi brani conscious reggae ad incursioni su version new soul, sempre comunque con liriche conscious. Ultimamente Malachi si sta prendendo una pausa e da tempo non escono sue nuove produzioni: speriamo di risentire presto su disco la sua magnifica ed intensa voce.
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Jah Mali - Rotototom Sunsplash 2006

Quello di Jah Mali è in realtà un ritorno al Rototom Sunsplash: si è già infatti esibito come parte del Penthouse Showcase a Lignano all'edizione del 1998: il suo breve set fu di preambolo ad uno show di Buju Banton troppo presto interrotto dalla pioggia. Il suo vero nome è Ryan Thomas ed è nato il 5 aprile del 1972. Dopo aver avuto l'incoraggiamento di personaggi come Fatis Burrell e Tony Rebel, ha iniziato a registrare a metà degli anni Novanta con grandi produttori come Donovan Germain, Barry O' Hare e Bobby Digital diventando una delle più fresche voci della rinascita roots di quel periodo. Tra i suoi primi notevoli singoli ricordiamo 'Let Jah be praised', 'Let me live' e 'Wake up'. Nel 1997 esce il suo album di debutto sull'etichetta High Times: parallelamente sfonda con il singolo 'El Shaddai', probabilmente la sua miglior tune di sempre, duetta con Buju Banton in 'Mother's cry' presente nell'album 'Inner heights' ed entra a far parte dello spettacolo itinerante della Penthouse di Donovan Germain capeggiato proprio da Buju. Il sodalizio con Germain si concretizza ulteriormente l'anno seguente con singoli come 'Cry people', 'Politics' e '21st Century' e soprattutto con il magnifico CD 'El Shaddai' , uno dei migliori dischi reggae di quell'anno. Jah Mali canta anche nel 1999 sul Liberation riddim dei Morgan Heritage la sua notevole 'Naturality' e lo stesso anno Digital B pubblica il CD 'Treasure box', contenente brani di Jah Mali che il produttore aveva nel cassetto da vari anni. Lo stesso anno sulla stessa etichetta esce anche il formidabile singolo 'Long long time'. Negli anni che seguono Jah Mali registra vari singoli come free lance mantenendo un profilo sempre piuttosto alto, ma nessun altro produttore si impegna a produrgli un nuovo intero album. Speriamo che molto presto questo artista roots ritrovi le opportunità che si merita.
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Third World - Rotototom Sunsplash 2006

E arriva il momento di debuttare al Rototom Sunsplash in questa 13ma edizione per Third World, gruppo giamaicano leggendario con al suo attivo ben 31 anni di attività. Negli anni Settanta Chris Blackwell mise sotto contratto questa band alla Island dopo Bob Marley facendo conoscere in tutto il mondo le dolcissime armonie vocali di un gruppo che univa nel suo vocabolario musicale il roots reggae, l'eredità culturale africana, ma anche e soprattutto l'influenza fortissima in Giamaica della musica soul statunitense. Il loro maggior successo nella prima fase della carriera è infatti la loro versione di 'Now that we found love' degli O'Jays, un classico del soul di Philadelphia. Tornando alle origini di Third World, la loro storia è l'esempio di come agli albori degli anni Settanta il reggae e Rastafari unissero in Giamaica giovani di tutte le classi sociali. Nel 1969 Michael 'Ibo' Cooper e Cat Coore (il figlio di Michael Coore, ministro del bilancio del governo di Michael Manley) provenivano dalla alta borghesia giamaicana ma fondarono insieme ai fratelli Lewis gli Inner Circle. Nel 1973 i due, insieme al percussionista 'Carrot' Jarrett lasciarono Inner Circle per fondare Third World insieme al cantante Prilly Hamilton, al bassista Richie Daley ed al batterista Carl Barovier. Nel 1975 la band fu scelta da Chris Blackwell per accompagnare Bob Marley & Wailers nel loro tour europeo: in breve tempo uscirono gli ottimi primi due albums 'Third World' e '96° in the shade'.
In quest'album Willie Stewart rimpiazzò Carl Barovier alla batteria ed alla voce subentrò Bunny Rugs, vocalist storico della band tuttora nell'organico: per inciso molti si ricorderanno Bunny Rugs alla voce della Taxi Band di Sly & Robbie in un ottimo concerto al Rototom Sunsplash del 2004. La lunghissima carriera di Third World ha attraversato tutta la storia del reggae con highlights come la collaborazione con Stevie Wonder nell'album 'You've got the power' del 1982 e l'enorme successo all'inizio degli anni novanta del loro hits planetario 'Reggae ambassador'. Con Cat Coore, Richie Daley e Bunny Rugs ancora nell'organico dagli anni settanta Third World riescono ancora ad infiammare il pubblico del reggae con il loro spettacolo che unisce la loro classe ed esperienza alla dolcezza della loro musica.
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Sud Sound Sistem - Rotototom Sunsplash 2006

Roots reggae, dancehall style, la consapevolezza delle proprie radici, il non porre limiti alla propria espressivita' usando il dialetto salentino, l'italiano ed il patois nelle proprie liriche: questi sono i principali ingredienti della ricetta Sud Sound System, il collettivo salentino attivo dai primi anni novanta quando era fondamentale recuperare la propria tradizione per fonderla a delle suggestioni ritmiche che arrivavano da Kingston, Londra o New York. Dagli esordi con i loro bellissimi singoli 'Fuecu' e 'Reggae internazionale' hanno prodotto cinque albums e due raccolte di vari artisti, la seconda delle quali, 'Salento Showcase 2000' mostra chiaramente di come la loro lezione continua ad essere recepita nella loro terra da svariati giovani artisti che producono musica prendendoli come punto di riferimento. I Sud Sound System hanno fatto tantissima strada dai loro esordi e sono entrati nel terzo millennio sicuramente come una delle voci piu' apprezzate della scena reggae italiana.
I loro vocalists sono dei campioni assoluti ed in Italia non hanno rivali nel dancehall style. Da vari anni i Sud Sound System si sono uniti ad una band nuova di zecca, la Baggariddim Band per tornare al suono live ed hanno pubblicato nel 2001 l'ottimo 'Musica musica', presentato al pubblico del Sunsplash 2001 nel notevole concerto che ha infuocato il main stage prima dell'arrivo del ciclone Sizzla. Nel 2002 i Sud Sound System hanno prodotto l'inno ufficiale della loro squadra calcistica del cuore, il Lecce e hanno fornito la loro musica e la loro efficace presenza scenica a 'Acido fenico', una piece teatrale di successo scritta da Giancarlo Di Cataldo in cui la musica e le parole della band fanno da contrappunto ad una storia tragica di camorra e di degrado sociale nel piu' tipico Sud d'Italia, lo stesso Sud che cerca un riscatto anche attraverso le loro voci. Gli inarrestabili Sud Sound System sono tornati nel 2003 con un nuovo CD: 'Lontano' e' una conferma assoluta, un lavoro in cui l'amore per il reggae, la loro dancehall 'mediterranea' e le loro liriche di denuncia sociale toccano vertici di qualita' altissimi. Tra i punti di arrivo piu' interessanti della loro carriera abbiamo un concerto tenutosi a Gallipoli lo scorso agosto in cui Sud Sound System hanno eseguito la loro musica arrangiata anche per archi insieme alla Orchestra Filarmonica di Lecce. Nel 2004 e' uscito 'Fuecu su fuecu', un riassunto della loro opera sulla etichetta V2 impreziosito dalla presenza dei due ottimi inediti 'Fuecu su fuecu' e 'Friscu de sira'.
Lo scorso anno sono usciti sulla etichetta tedesca Pow Pow i due singoli 'Don't follow dem' e 'Solo se tu vuoi' rivolti al mercato internazionale, ed in seguito il loro ultimo ed apprezzatissimo CD 'Acqua pe sta terra' dove per la prima volta la band salentina ha collaborato con prestigiosi ospiti internazionali come Luciano, Anthony Johnson, Chico e General Levy. Nel frattempo l'attivita' dei Sud Sound System continua ad essere frenetica: oltre ai loro frequenti tour italiani, sia con la band che in versione dancehall style, gli artisti di San Donato stanno curando un CD live a cui sara' incluso un DVD, il CD di debutto della giovane cantante Marina (da qualche tempo e' anche una corista dei Sud Sound System) ed il terzo capitolo della serie 'Salento Showcase' con il quale promuoveranno una nuova generazione di vocalists salentini.
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The Congos - Rotototom Sunsplash 2006

Nel mondo del reggae anche le cose più impreviste si possono avverare: abbiamo saputo lo scorso anno la notizia della reunion di tutti i membri dei mitici Congos ed ora sembra proprio che li vedremo al Rototom Sunsplash 2006. Il primo singolo dei Congos, 'At the feast' uscì nel 1976 prodotto da Lee Perry. Il gruppo vocale era composto da Cedric Myton, Roy Johnson e Watty Burnett. Prima di unirsi a Johnson, Myton era stato un membro dei Tartans di Devon Russell, dei Sons Of Negus di Ras Michael e dei Royal Rasses di Prince Lincoln Thompson. A dire il vero i Congos erano un duo quando si presentarono all'audizione di Lee Perry ai Black Ark Studios e l'aggiunta della voce baritonale di Watty Burnett fu proprio un'idea del geniale produttore. Sin dai primi brani come 'Congo man' e 'Ark of the covenant' era evidente che le voci dei Congos legavano alla perfezione con il suono denso e mistico di Lee Perry e fu con grande disappunto che Scratch accolse la decisione di Chris Blackwell di non distribuire il loro album capolavoro 'The heart of Congos' sulla sua Island dopo che il sodalizio con Perry aveva popolarizzato grandi dischi come 'Police and thieves' di Junior Murvin o 'War ina a Babylon' di Max Romeo.
L'album uscì solamente sulla etichetta personale di Lee Perry e diventò un simbolo dei capolavori del roots giamaicano sconosciuti al grande pubblico. Il gruppo continuò la carriera con altri ottimi dischi come 'Congo Ashanti' e 'Image of Africa'. Nel 1980 Roy Johnson lasciò il gruppo ed iniziò una carriera solista come Ashanti Roy con l'album 'Sign of the star', prodotto da Prince Far I. Nel 1996 la Blood & Fire ha 'restaurato' in CD 'The heart of Congos' dando una nuova notorietà al gruppo. Cedric Myton insieme alla moglie Yvonne ha fatto uscire due dischi a nome Congos, 'Natty dread rise again' e 'Revival' rispettivamente nel 1997 e 1999 e l'ultimo 'Give them the rights' nel 2005 sulla Young Tree Records dei Groundation. Nel frattempo è atteso il primo sforzo discografico dopo la reunion: magari ascolteremo qualche primizia proprio sul palco del Rototom Sunsplash.
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Toots and the Maytals - Rotototom Sunsplash 2006

Toots Hibbert è una delle voci più suggestive in assoluto della storia del reggae: con i suoi Maytals ha saputo fondere come nessun altro il nascente ritmo in levare al soul ed al gospel nelle sue leggendarie registrazioni per Coxsone Dodd durante i ruggenti anni dello ska e per Lesley Kong in seguito registrando le sue tracks leggendariie come 'Monkey man' o ancor di più '54-46 was my number'. Mi piace pensare a questo grande cantante come una versione caraibica di grandi personaggi del southern soul USA come Otis Redding o Wilson Pickett Si dice che Chris Blackwell abbia messo sotto contratto alla Island i Wailers di Bob Marley soltanto dopo avere fallito simili propositi con Toots & Maytals.
Come per Jimmy Cliff, il famoso film 'The harder they come' ha reso grazie ai loro brani presenti nella colonna sonora (la band appare nel film in una breve sequenza in cui cerca di convincere il produttore a farli registrare) Toots & Maytals delle reggae stars di livello internazionale e la loro ascesa è continuata durante tutti gli anni Settanta attraverso una serie di albums travolgenti come per esempio 'Funky Kingston' o 'Reggae got soul', titoli molto appropriati alla filosofia del gruppo ed all'incendiario stile vocale di Mister Hibbert. Toots Hibbert ha ancora oggi una voce notevole ed il suo carisma di soul-man caraibico è assolutamente intatto: lo dimostra assolutamente il colpaccio riuscito con il suo ultimo CD 'True love'. In questo progetto Toots rivisita i suoi migliori classici insieme a grandi ospiti da vari ambiti musicali come Keith Richard, Ben Harper, Jeff Beck, i Roots, Bonnie Raitt, ma anche Marcia Griffiths e Gentleman. Quella che poteva sembrare un'idea banale in realtà ha dato vita ad un CD sanguigno ed entusiasmante con rese superlative di brani come 'Funky Kingston' o '54-46 was my number' tra gli altri. 'True love' ha vinto più che meritatamente il Grammy Award della categoria reggae nel 2005 e nello stesso anno Toots con i suoi Maytals hanno aperto molti concerti del tour mondiale dei Rolling Stones. Dopo la sua prima aparizione al festival nel 2003 saluteremo quindi quest'anno il ritorno di un personaggio senza dubbio leggendario.
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Tiken Jah Fakoly

Oltre al ritorno di Alpha Blondy questo Rototom Sunsplash 2006 vede l'arrivo per la prima volta dell'altra superstar del reggae dalla Costa D'Avorio e cioè Tiken Jah Fakoly. Ispirandosi alla figura di Alpha Blondy questo artista è riuscito ad affermarsi a livello mondiale attraverso il suo reggae di matrice africana e le sue liriche di liberazione. Tiken Jah è nato a Odiennè, nel nord-ovest della Costa D'Avorio il 23 giugno del 1968, discendente di una famiglia di 'griots', i tradizionali cantastorie depositari della trdizione orale africana. Fin da giovanissimo mostra un grande interesse per la musica e negli ultimi anni dell'adolescenza viene letteralmente rapito dalla musica reggae. A 20 anni inizia a registrare le prime canzoni e nel 1987 forma Dielys, il suo primo gruppo di cui diviene ben presto il carismatico leader: il grande successo che fa seguito ai loro concerti porta il gruppo alla registrazione dei primi due albums 'Dielys' (1993) e 'Missiri' (1994). La repressione delle manifestazioni di piazza che a seguito alla morte del presidente Boigny chiedono una apertura democratica in Costa D'Avorio rappresentano la spinta per Tiken Jah a diventare un autore impegnato contro la corruzione politica nel suo paese. Nel 1996 il suo singolo 'Mangercratie' attacca i politici africani che agiscono per il proprio interesse mantenendo i loro popoli nella miseria e nell'oppressione e costituisce con il suo successo un nuovo trampolino di lancio per la sua carriera. Nel frattempo la sua fama varca i confini africani ed il 23 marzo 1998 l'artista militante fa il suo debutto in concerto a Parigi, da sempre centro importante nella produzione e distribuzione della musica africana. Nel maggio 1999 esce il suo album 'Mangercratie': a questo punto la reggae band Sinsemilla diventa la sua backing band e lo accompagna in un esaltante tour mondiale a cui fa seguito l'uscita di un ulteriore album intitolato 'Cours d'histoire' che viene addirittura mixato in Giamaica.
Mentre esce 'Cours d'histoire' pero' Tiken Jah non siede sugli allori: torna in Costa D'Avorio dove a seguito di un colpo di stato si e' insediato il generale Guei ed attacca direttamente il potere politico con 'Le cameleon', un album pensato appositamente per il mercato locale. Il contratto discografico con la Barclay lo consacra una star mondiale del reggae africano: il primo album per questa etichetta e' 'Francafrique', registrato a Kingston con l'aiuto di personaggi come Anthony B, U Roy, Sly & Robbie e Chinna Smith. Lo stesso team giamaicano che ha lavorato con lui in 'Francafrique' si ricompone nel 2004 per un altro album intitolato 'Coup de gueule'. Sara' sicuramente questo album, uscito nei primi mesi del 2005 che costituira' l'ossatura del suo debutto sul palco del Rototom Sunsplash.
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Morgan Heritage - Rotototom Sunsplash 2006

I Morgan Heritage sono uno dei gruppi piu' importanti della scena new roots jamaicano e sono molto conosciuti ed apprezzati in Italia anche grazie alle loro numerose apparizioni dalle nostre parti: li abbiamo gia' visti varie volte proprio anche al Rototom Sunsplash. La caratteristica della band e' che i loro componenti Una, Peter, Gramps, Luke e Mister Mojo sono cinque fratelli e figli del cantante jamaicano Denroy Morgan (come e' noto altri tre figli di Denroy costituiscono gli L.M.S.) e che formano un vero e proprio gruppo che e' in grado di comporre, arrangiare e produrre il proprio materiale (oltre comunque a fornire servigi ad altri produttori) ed a produrre brani di altri artisti. Morgan Heritage sono cresciuti a New York e si sono trasferiti in Jamaica al tempo dei loro primi successi: tutta la loro opera e' rivolta alla loro fede Rasta ed alla particolarita' di trovare le radici del Rastafarianesimo nel cristianesimo copto etiopico (sono spesso stati criticati per questo aspetto da altre correnti Rasta) ma le loro espressioni di preghiera e di fede sono supportate da una visione musicale molto eclettica che li fa spaziare dal profondo roots al lovers style ed ad un reggae molto 'pop' venato di sonorita' soul, hip-hop e r&b, interpretato con grande calore e professionalita'.
Dopo un primo album abbastanza inosservato ed uscito sulla major MCA i Morgan Heritage acquistano notevole credibilita' nel 1997 sia in Jamaica che in giro per il mondo con i loro albums 'Protect us Jah' e 'One calling', prodotti rispettivamente da Bobby Digital e King Jammy. Mentre nel 1999 esce il loro album capolavoro 'Don't haffi dread' e si intensificano le loro esibizioni dal vivo, la grande sorpresa e' costituita da una loro produzione (reperibile sul CD 'Family & Friends vol.1'), il notevole Liberation riddim su cui spiccano l'ormai storica 'Jah Jah city' di Capleton ed i cuts di Morgan Heritage, Jah Mali ed L.M.S. tra gli altri. Le altre loro produzioni che coinvolgono altri artisti sono reperibili, oltre che sui singoli jamaicani, sui volumi 2 e 3 della stessa serie e nel CD 'Gunz inna di ghetto' pubblicato da VP. Oltre ad apparire con ottimi esiti su tutte le migliori labels jamaicane, i Morgans fanno uscire nel 2000 un live registrato in europa e nel 2001 il loro quarto eccellente album 'More teachings'.
Nel 2003 esce 'Three into one', un ottimo album con cui i Morgan Heritage cercano una maggior apertura commerciale senza agire a scapito della grande qualita' della loro musica. Lo scorso anno e' uscito 'Full circle', un magnifico album con cui la famiglia reale del reggae dimostra di avere grande potenziale lavorando con i nuovi personaggi della scena giamaicana come per esempio il produttore Don Corleon per cui hanno registrato le notevoli 'Your best friend' e 'Tell me how come', entrambe presenti in 'Full circle'. Dalle ultime voci la prossima mossa di Morgan Heritage potrebbe essere un nuovo CD live registrato durante il tour mondiale 2005.
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African Dope Sound System - Rotototom Sunsplash 2006

L'African Dope Sound viene da Citta' Del Capo (Sudafrica) e offre una miscela di dub sudafricano, reggae e dancehall style grazie al suo collettivo composto da deejays, MCs, musicisti e tecnici, produttori di studio e videomakers. La crew e' formata da DJ Dope, Juan Thyme, Teba, The Chronic Clan, Red Lion, Black Dillinger, TJ, Tim Parr, Zoro e Cross. Ogni membro e' ai vertici nel suo campo nell'ambiente musicale sudafricano e questo fa di ADSS una sorta di all-star crew nell'ambito sudafricano. Il loro suono e' un originale ibrido di musica locale e stili internazionali e mescola le suggestioni elettroniche alla antichissima tradizione africana.
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Smoke & Zoe - Rototom Sunsplash 2006

Smoke:
Il progetto Smoke nasce nel settembre 2004 ed i suoi protagonisti sono Alessandro Soresini (batteria, voci), Gianluca Pelosi (basso) e Marco Zaghi (sax, flauti). Questi tre musicisti avevano già partecipato ad importanti progetti reggae come RN Tickets e Realize e suonato con Neffa e gli 88tasti. Lo stile di questo progetto dialoga anche con altri aspetti del suono black: ne nasce un suono molto semplice ma raffinato, elegante e pieno di soul. Dopo un primo singolo è da poco uscito il loro CD omonimo e sicuramente è uno dei lavori migliori dell'anno nel panorama reggae italiano. Tra gli ospiti alle voci troviamo Zoe (spesso li affianca in concerto), l'ex cantante di RN Tickets Al Borosie, Patrick Benifei degli Africa Unite e la cantante Blessed.
Zoe:
In greco significa "vita", mentre nella lingua della sua tribù liberiana dei Vai, Zoe significa "la donna che puà tutto". La vita cambia radicalmente per questa ragazza quando si trasferisce dalla Liberia alla Germania, ma per fortuna c'è l'amore per la musica. Zoe viene incoraggiata dai suoi insegnanti a seguire lezioni di canto e dopo un'audizione nel 1996 ottiene un contratto discografico con la Kosmo label. I suoi primi successi arrivano nel 2001 con "Love can change in such a way much" ed il rifacimento di "Uptown top ranking"di Althea & Donna. In quell'anno Zoe duetta anche col popolare deejay giamaicano Prezident Brown. Prima del suo CD di debutto "Zoeciety" arrivano altre importanti esperienze in studio con Gentleman per il singolo "Could it be you" e con Kymani Marley. La crescita artistica di questa ragazza è proseguita fino allìuscita del secondo CD "Exile african" dove la ascoltiamo duettare con Chuck Fender ed il "nostro" Al Borosie. Speriamo che la sua voce armoniosa affascini la massive del Rototom Sunsplash 2006.
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